Come si sbuccia correttamente un mandarino

Come si sbuccia correttamente un mandarino 

In Giappone la varietà di mandarini più diffusa si chiama mikan. Sono abbastanza simili ai nostri, sia per consistenza che per sapore, anche se hanno dei prezzi in media più alti. Come più o meno tutta la frutta in Giappone. Ma come si dovrebbe sbucciare un mandarino in maniera ottimale? Tutti noi probabilmente lo peliamo tutto per ritrovarci in mano una pallina da dividere poi in spicchi. Ma i giapponesi si sa, sono sempre diversi dal resto del mondo, anche nello sbucciare la frutta. E pure in questo gesto così semplice e automatico, ci mettono la loro proverbiale precisione e funzionalità.

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Qualsiasi persona che sbuccia un mandarino, lo fa generalmente in modo casuale, come la foto sotto. I più metodici possono partire dal basso verso l’alto per poi staccare la parte inferiore tutta in una volta. Ma il movimento è quasi sempre automatico e senza nessuna cura della buccia. Non in Giappone però.

Come si sbuccia correttamente un mandarino

Addirittura è il Ministero giapponese dell’agricoltura, delle foreste e della pesca (MAFF) che ha recentemente suggerito un antico metodo per sbucciare correttamente un mandarino mikan. Questa tecnica si chiama “mamechishiki” (fagiolo della conoscenza) ed è riapparsa nell’account X del MAFF. La didascalia delle foto parla di una modalità che arriva dalla saggezza delle nonne giapponesi:

“Mia nonna lo faceva molto tempo fa e ricordo di averla osservata quando ero piccola come se fosse una magia. Quando ho riprovato il metodo ora, mi sono sorpresa di quanto fosse facile e comodo sbucciare un mandarino così. L’ho fatto bene, nonna?

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Come si sbuccia correttamente un mandarino
Come mostrano le foto, è una modalità diversa da quella normalema più diffusa. Invece di pelare il frutto intero, si toglie prima la parte superiore e poi quella inferiore della buccia. A questo punto la parte centrale può essere srotolata come una cintura e i singoli spicchi con questo movimento si separano da soli senza doverlo fare manualmente uno ad uno. Inoltre la buccia così funziona come un vassoietto in cui gli spicchi sono non solo poggiati automaticamente ma attaccati senza cadere. Molti commenti sotto il post hanno concordato con la genialità del metodo:

“Che metodo intelligente!”
“L’ho provato e ora non tornerò più indietro!”
“Mangiarlo in questo modo è divertente e veloce!”
“Sicuramente sbuccerò così tutti i mikan d’ora in poi!”

Non so voi ma io sto andando a comprare dei mandarini solo per provare questo metodo. Le bucce poi ovviamente non vanno buttate via, perché sono perfette da mettere nel camino o nella stufa per dare alla casa quell’inconfondibile aroma di inverno e di Natale. Questa cosa non è diversa in Giappone, anche se non tutti hanno un camino o una stufa. Per scaldarsi si preferisce ancora il buon vecchio kotatsu elettrico.

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