A Tokyo il numero di studenti stranieri supera quello dei posti disponibili
A Tokyo e in altre prefetture giapponesi, la domanda di posti riservati agli studenti stranieri nelle scuole superiori pubbliche continua a crescere, superando in alcuni casi nettamente le quote disponibili. Il fenomeno evidenzia le difficoltà del sistema scolastico nel rispondere all’aumento dei giovani provenienti dall’estero o appartenenti a famiglie straniere.
A Tokyo 517 richieste per 250 posti
Secondo un’indagine condotta da Kyodo News, quest’anno Tokyo, Kanagawa, Osaka e Hyogo hanno ricevuto più domande rispetto ai posti disponibili nelle quote speciali destinate agli studenti stranieri che necessitano di un supporto di base nella lingua giapponese. Ovvero quelli che non riescono a seguire le normali lezioni in giapponese senza un aiuto perché non lo capiscono bene.
A Tokyo la situazione è particolarmente evidente: 517 studenti hanno presentato domanda per un massimo di 250 posti riservati agli studenti che necessitano di un sostegno linguistico per affrontare gli esami di ammissione alle scuole superiori metropolitane. Il numero delle richieste supera la quota disponibile per il settimo anno consecutivo, da quando Kyodo ha iniziato a monitorare il fenomeno nel 2020.
Anche Osaka, Kanagawa e Hyogo sono in difficoltà
La situazione non riguarda soltanto la capitale. A Osaka sono state presentate 347 domande per 132 posti, mentre a Kanagawa le richieste sono state 236 per 229 posti. In Hyogo, invece, 25 studenti hanno fatto domanda per soli 15 posti disponibili.
Anche la continuità del fenomeno è significativa: a Kanagawa le richieste hanno superato le quote per tre anni consecutivi, mentre a Osaka e Hyogo è accaduto per quattro anni di fila. Al contrario, almeno cinque prefetture, tra cui Ibaraki e Aichi, hanno registrato un numero di domande pari o inferiore ai posti disponibili.
Non è solo un problema di posti, ma di lingua
L’aumento delle richieste sta mettendo in evidenza anche un’altra difficoltà: molte scuole faticano a fornire agli studenti stranieri un adeguato supporto linguistico e scolastico dopo l’iscrizione. L’indagine, condotta tra l’inizio e la metà di agosto, ha coinvolto 20 prefetture che hanno risposto a un questionario del Ministero dell’Istruzione dichiarando di avere quote speciali per l’ammissione degli studenti stranieri.
In diverse aree, le amministrazioni locali hanno segnalato problemi nel garantire un’adeguata istruzione di base in giapponese e nell’accompagnare gli studenti durante il percorso scolastico. La prefettura di Yamanashi ha segnalato che un numero crescente di giovani sostiene l’esame di ammissione poco dopo essere arrivato in Giappone. La conoscenza ancora limitata della lingua però, rende molto più difficile per loro l’accesso alle scuole superiori.
In alcune scuole oltre il 30% degli studenti ha bisogno di supporto linguistico
Alla Osaka Wakaba High School, oltre il 30% degli studenti necessita di un’istruzione di base in lingua giapponese. L’insegnante Natsumi Koda ha sottolineato una differenza importante rispetto agli studenti internazionali: molti di questi ragazzi non hanno scelto autonomamente di trasferirsi in Giappone, ma sono arrivati nel Paese insieme alle proprie famiglie trasferite per lavoro.
Secondo Koda, i residenti stranieri contribuiscono alla società giapponese dato che fanno dei lavori che i giapponesi non possono (perché ci sono pochi giovani autoctoni), o non vogliono più fare. E, proprio per questo, il sistema scolastico dovrebbe assicurarsi che anche i loro figli possano ricevere tutto il sostegno necessario, senza essere lasciati indietro rispetto ai coetanei.
Una sfida destinata a crescere sempre di più
I numeri mostrano quindi una realtà che va oltre il semplice problema delle quote di ammissione. Mentre aumenta la presenza di famiglie straniere in Giappone, cresce anche il numero di ragazzi che devono inserirsi in un sistema scolastico pensato solo per studenti già in possesso di una buona conoscenza del giapponese.
Il problema non riguarda soltanto la disponibilità di posti: servono anche più insegnanti e programmi di supporto linguistico. Oltre che una comunicazione efficace con le famiglie, anch’esse spesso carenti nella lingua giapponese. Per le grandi aree urbane come Tokyo e Osaka, dove la domanda è già superiore all’offerta, l’integrazione scolastica degli studenti stranieri rappresenta una sfida sempre più concreta.
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