5 motivi per non vivere in Giappone

5 motivi per non vivere in Giappone

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5 motivi per non vivere in Giappone

4. Comunicazione ed amicizie

Bisogna ascoltare sempre molto attentamente il come un giapponese ti dice qualcosa per capire cosa intende veramente. Lo stile della comunicazione nipponica differisce molto da quello occidentale dal momento che è indiretto e molto basato sul contesto. E questo inevitabilmente si riflette anche sui rapporti di amicizia.

A volte sembra quasi che ci sia una specie di muro da superare per diventare amico di un giapponese. La prima difficoltà ovviamente è la lingua. Ma anche nel caso masticassimo un discreto giapponese, tanto da sostenere conversazioni accettabili, non è detto che questo sia abbastanza per instaurare amicizie profonde.

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La seconda difficoltà è lo stile della comunicazione. Noi occidentali generalmente parliamo di tutto, mentre ci sono molti argomenti che i giapponesi non affrontano apertamente, nemmeno con i cari. In occidente alcuni discorsi li consideriamo chiave per diventare poi amico di qualcuno. Notizie politiche e sociali, problemi personali, discorsi filosofici profondi. Per noi è normale parlarne con amici e parenti ma per loro no, spesso sono veri e propri argomenti tabù.

La terza difficoltà sono i confini della condivisione dello spazio personale. Gli occidentali in genere, soprattutto noi italiani, sono molto espansivi ed affettuosi rispetto ad un giapponese. Baci e abbracci non fanno parte della loro cultura e se vengono profusi senza la dovuta confidenza potrebbero recare addirittura fastidio in chi non ci è abituato.


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5. Bullismo e suicidi

Ijime è la parola che identifica il bullismo in Giappone. Per molti versi più cattivo e distruttivo rispetto a quello occidentale. E’ un bullismo spietato, che abbatte psicologicamente la vittima. Al punto che chi è preso pesantemente di mira arriva perfino a togliersi la vita piuttosto che continuare a subirlo.

Il bullismo in Giappone inizia presto, fin dalle scuole elementari. I bambini molto piccoli sanno essere tremendamente cattivi perchè senza filtri. C’è poi un picco nel primo anno di scuola media, periodo con la statistica più alta di suicidi giovanili legati all’ijime.

Ci sono anche molti casi che non vengono segnalati dalle scuole come ijime perché non si vuole cattiva pubblicità. I genitori potrebbero non mandare volentieri i loro figli. Non dimentichiamo che in Giappone le scuole migliori sono private e quindi a pagamento. Si trovano così delle scappatoie per evitare di denunciare il bullismo, o addirittura i suicidi correlati ad esso. Se escono fuori dei casi, si fanno spesso risultare non commessi dentro la proprietà della scuola. Oppure avvenuti durante orari diversi da quelli scolastici, per evitare ogni responsabilità. Sconcertante.

Esistono delle stagioni dei suicidi giovanili in Giappone. I tassi salgono all’inizio del nuovo anno scolastico ad aprile e all’inizio del secondo semestre a settembre, dopo le vacanze estive. Spesso l’ijime non riguarda solo un bambino/ragazzo bullizzato da un singolo coetaneo ma può essere un’intero gruppo o un’intera classe che si schiera contro uno solo. Solitamente si tende a prendere di mira un malcapitato ogni semestre.C’è così tanta pressione sugli studenti che il bullismo diventa purtroppo un triste sfogo per i soggetti che reggono meno lo stress. La scuola solitamente dura dalla mattina alla sera tardi, ti devi focalizzare sempre sugli esami, test su test per entrare nelle scuole migliori in modo da poter entrare poi in buoni college e università e di conseguenza in buone aziende.

Una quantità infinita di regole dettate dalle scuole: capelli, abbigliamento, comportamento… Una incredibile mole di aspettative per essere perfetti piccoli studenti giapponesi che non sono autorizzati ad esprimere le loro frustrazioni, che quindi si accumulano. Fino ad esplodere, purtroppo spesso violentemente, sotto forma di bullismo.

La prevenzione dell’Ijime è presa in seria considerazione in tutto il Giappone ma probabilmente ancora non abbastanza. Il fantastico anime film Koe no Katachi, > La Forma della Voce e relativo > manga A silent voice, affrontano il bullismo giapponese in un modo inedito. Evidenziando il fallimento dell’intero sistema scolastico e sociale piuttosto che dando la colpa ai singoli studenti.


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