5 cose incredibili che probabilmente non sai sulla cultura del bere in Giappone

5 cose incredibili che probabilmente non sai sulla cultura del bere in Giappone

Tutti quando fanno un viaggio all’estero, rimangono sorpresi da cultura e costumi diversi dai propri. Restando perplessi davanti a regole e norme sociali perfettamente normali per i locali. Questa cosa capita tantissimo quando si visita il Giappone. Una di quelle che più colpisce gli occidentali però, è la strana non demonizzazione dell’alcol che vige in questo paese. Ecco 5 cose incredibili che probabilmente non sai sulla cultura del bere in Giappone.

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I giapponesi, così timidi e discreti, quando si buttano sull’alcol cambiano totalmente la loro indole. E’ uno dei pochi sfoghi che la società collettiva nipponica concede al singolo senza giudicarlo. Nessuno viene visto in maniera negativa se si ubriaca molto e il giorno dopo una sbornia colossale tutto è dimenticato.

Quando un turista si ritrova a passeggiare di notte per la prima volta in alcuni quartieri centralissimi di Tokyo, resterà sicuramente sorpreso dallo spettacolo che probabilmente considererà ‘indecoroso’. Molte persone saranno accasciate a terra in come etilico, senza che nessuno si scandalizzi più di tanto. Anzi, spesso gli ubriachi vengono aiutati dai passanti che lasciano attorno a loro delle bottiglie di acqua per idratarsi quando si riprenderanno dalla sbornia.

5 cose incredibili che probabilmente non sai sulla cultura del bere in Giappone

In Giappone l’alcol è libero, non ci sono restrizioni su dove si può bere o orari predefiniti per quando acquistarlo. Ad esempio, in occasione di Halloween 2023, c’erano dei cartelli di divieto dato che si volevano evitare prevedibili casini a causa delle troppe persone ammassate nello stesso quartiere di Shibuya. L’esplicito ‘No all’alcol per strada‘ che campeggiava in tutto il quartiere, ha fatto scalpore proprio perché solitamente questa restrizione non esiste. Inoltre le bevute serali dopo il lavoro, con conseguenti ubriachi stesi per strada, sono normali ed incentivate dai datori stessi! Ma vediamo più nel dettaglio 5 punti per capire l’incredibile cultura del bere che vige in Giappone:

Uno dei commenti più frequenti sulle differenze tra il Giappone e altri paesi del mondo, è che è consentito bere alcolici per strada e nei parchi. In Italia non è illegale bere in giro ma lo è farsi trovare ubriachi marci sdraiati in un luogo pubblico. Questo comportamento può essere punito con una sanzione amministrativa dai 51 ai 300 €. In Giappone questa cosa non esiste.

Oltre alla facilità di acquisto dell’alcol, che si può trovare anche nei frigo dei minimarket combini aperti h24, poi si può bere all’aperto ovunque. In primavera, quando i ciliegi Sakura sono in piena fioritura, l’attività preferita dei giapponesi è fare hanami, ovvero ‘osservare’ lo spettacolo dei petali rosa facendo dei pic-nick. In realtà questa tradizione, è tutta una scusa per mangiare ed ubriacarsi all’ombra dei ciliegi. Finita la festa è infatti normale trovare persone svenute in giro, per terra, sulle aiuole dei parchi o sulle scale delle stazioni. Tutto regolare, nessuno si preoccupa e gli ubriachi vengono lasciati tranquillamente a smaltire finché non si riprendono da soli.

5 cose incredibili che probabilmente non sai sulla cultura del bere in Giappone

2. Puoi bere alcolici nei mezzi pubblici 

In Giappone, il consumo di alcol sui treni e sugli autobus non è vietato dalla legge. Tuttavia, esistono delle regole per assicurarsi di non disturbare le persone attorno a te. Essere troppo ubriachi e dare fastidio in luoghi dove si è a stretto contatto con il prossimo, è sempre meglio evitarlo. Loro non lo fanno mai per rispetto delle altre persone, ma legalmente non è vietato. Mangiare un bento e bere birra (o altri alcolici) sopra i tavolini dei treni proiettile Shinkansen è consentito.

Anche al di fuori dei trasporti pubblici, finché non sei l’autista di un’automobile puoi bere. Se sei sul sedile del passeggero o quello posteriore nessun problema. Invece le leggi sono molto severe quando si viene beccati ubriachi alla guida. Per questo in Giappone esistono dei taxi che ti vengono a prendere con un autista aggiuntivo che guida la tua auto fino a casa se non sei in grado di farlo da solo.

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3. Puoi acquistare alcolici h24, 7 giorni su 7 

Oltre la varietà di alcol e pure a prezzo relativamente basso, c’è anche la possibilità di acquistarlo ovunque e in qualsiasi momento. Ad esempio si trovano bevande che contengono il 9% di alcol per soli 2 €, birre di molti tipi, vino e whisky nei minimarket aperti h24 in Giappone. E nessuno ti chiede i documenti alla cassa per verificare che tu sia maggiorenne, considerando che in Giappone lo si diventa anche abbastanza tardi, cioè a 21 anni.

Acquistare alcol nei ‘combini’ è estremamente semplice: al momento del pagamento non devi far altro che sfiorare il pulsante “verifica età” su di uno schermo touch alla cassa. Potenzialmente chiunque potrebbe farlo, anche se è più piccolo di 21 anni. Se fosse un bambino a voler compare dell’alcol ovviamente il personale si accorgerebbe, mentre per gli adolescenti volendo è semplice ingannare i commessi.

I minimarket non sono l’unico posto dove poter comprare liquori. Spesso ci sono anche distributori automatici installati in particolari zone dedicate allo svago. Perfino all’intero degli Onsen Ryokan, gli hotel termali tradizionali giapponesi. I modelli più vecchi di macchinette non ti chiedono nemmeno di inserire un documento ma accettano solo contanti. Fino a 25 anni fa, esistevano ben 200.000 vending machine di alcolici in tutto il Giappone, ma ora sono scese a 15.000 per paura dell’abuso. Se si considera che in totale ci sono oltre 2,4 milioni di distributori automatici in Giappone, quelli di alcol adesso sono abbastanza rari rispetto al passato.

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4. Le uscite alcoliche ‘nomikai‘ dopo il lavoro

Ovviamente, oltre a quelli che ammirano la cultura alcolica giapponese, ci sono anche molti stranieri che non la condividono. Più che altro noi non capiamo lo stretto rapporto che esiste tra l’uscire a bere e il lavoro in Giappone. In tutte le aziende del mondo ogni tanto si organizzano delle uscite tra colleghi, di solito cene. Ma in Giappone queste si fanno praticamente ogni settimana, ed è impossibile che siano solo delle mangiate.

Solitamente sono dopo cena alcolici che finiscono anche molto tardi, con inevitabile perdita dell’ultimo treno e stramazzamenti al suolo degli ubriachi. Lo scopo dei ‘nomikai’ è quello di far socializzare i colleghi tra loro e con il capo, che è quasi sempre l’organizzatore delle serate. Per questo è molto scortese rifiutarsi di partecipare, essere astemi in Giappone non è ammesso. La presenza massiccia di alcol è fondamentale, perché in ufficio i giapponesi sono sempre molto ingessati e pieni di regole ed etichette. Solo da ubriachi riescono a calare la maschera e lasciarsi andare.

Anche l’innata timidezza dei nipponici è uno dei motivi per cui hanno fisicamente bisogno di bere per sbottonarsi. Ecco perché i problemi di comunicazione quotidiana che possono capitare in ufficio, vengono più facilmente affrontatati e risolti davanti a un drink. Queste uscite serali si fanno durante tutto l’anno lavorativo nipponico. Oltre alla festa mensile delle bevute, si organizzano anche feste di addio e di benvenuto per i colleghi. Infine c’è l’irrinunciabile festona alcolica annuale che si fa sempre poco prima di Capodanno, chiamatabonenkai.

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5. Ci sono molti posti dove bere da soli

In Giappone è normalissimo vedere delle persone che mangiano al ristorante o bevono in un bar da sole. Noi stranieri ci stupiamo sempre molto di questo, perché non siamo abituati a farlo. Per noi uscire la sera a mangiare o a bere è una cosa rigorosamente da fare in compagnia. Quando raramente vediamo qualcuno da solo in Italia, viene automatico commiserarlo. Ma non in Giappone. Qui molti impiegatisalaryman’ possono mangiare sia a pranzo che a cena da soli, per poi finire la serata a bere in un izakaya, sempre da soli. Magari in uno di quelli piccolissimi con solo il bancone di Golden Gai, dove solitamente si conosce il barista e si scambiano quattro chiacchiere con lui.

Anche le donne in Giappone spesso mangiano o bevono da sole la sera e raramente qualcuno le importuna. La città anche a tarda notte è sicura e se sono ubriache stramazzano a terra come gli uomini senza nessuna paura. Se i treni sono fermi poi, una volta riprese, camminano a piedi fino a casa o chiamano un Taxi. Una cosa che in tutto l’occidente, compresa l’Italia, sarebbe assolutamente impossibile fare senza correre, ahimè, dei grossi pericoli…

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