10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

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10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

 6. Hideaki Anno: amico e papabile erede

La stima che lega Hayao Miyazaki al collega regista Hideaki Anno, autore della serie culto Neon Genesis Evangelion, è tale da renderlo la cosa più vicina ad un suo erede.

Il maestro ha già dichiarato che se si dovesse realizzare un eventuale seguito di Nausicaä della Valle del vento, al cui film originale Hideaki Anno partecipò come animatore nel 1984, avrebbe piacere che a realizzarlo fosse proprio lui.

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Non a caso in Si Alza Il Vento gli ha affidato addirittura il ruolo di doppiatore del protagonista e, per molti versi, alter ego stesso di Miyazaki, Jiro Horikoshi. Come si legge sotto la prima foto qui sopra, Hideaki Anno ha commentato questa richiesta con un arrendevole “Come avrei potuto dire di no a Miya-san??” Effettivamente…


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

7. Gli Otaku, la rovina dell’animazione

Miyazaki qualche anno fa ha espresso parole molto dure nei confronti di coloro che in Giappone vengono definiti ‘otaku‘ (cioè i nerd degli anime):

Al giorno d’oggi l’animazione è in mano a persone che si comportano più da fan che da professionisti; gente fissata con gli anime che non esce mai da casa e quindi non osserva più persone reali. Questo ha delle conseguenze anche sulla qualità del loro lavoro, poiché non riescono più ad animare personaggi realistici. Sono umani che non sopportano di avere a che fare con gli altri umani”. [Hayao Miyazaki]Gli Otaku infatti in Giappone hanno una fama molto negativa. Non pensiamo al nostro concetto di Otaku, cioè dei semplici appassionati di anime e manga. In patria sono considerate persone che si auto-alienano rinchiudendosi nel loro mondo di fantasia.

Fino ad arrivare agli estremi degli Hikikomori, considerati membri inutili della società giapponese. Si macchiano di una delle condotte considerate più infamanti nella cultura Giapponese, in cui l’impegno sociale e professionale e l’essere “utili” agli altri riveste un’importanza basilare.


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

8. Non si vive di sola trama

Avete mai notato che praticamente in tutti i film di Miyazaki, e dello Studio Ghibli in generale, ci sono spesso delle scene in cui la musica e le immagini “parlano” senza bisogno di parole? Sono ormai diventate un vero e proprio marchio di fabbrica sia del Maestro che di tutto lo Studio. Miyazaki pensa che un film composto interamente di scene con solo la trama che scorre, è un film troppo saturo.

Così ha pensato ci fosse proprio bisogno di staccare ogni tanto aggiungendo delle scene evocative e suggestive, che lui chiama ‘ma’. Una delle più memorabili per me è la sequenza del treno ne La Citta’ Incantata: sia le immagini che la musica del maestro Joe Hisaishi, in quei brevi ma memorabili fotogrammi, creano inesorabilmente pura poesia visiva.


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

9. Coincidenze sismiche

Miyazaki ha iniziato a lavorare agli storyboard di Si Alza Il Vento all’inizio del 2011. In relativamente pochi mesi finisce quelli iniziali che raffigurano l’infanzia di Jiro e il suo incontro con la futura moglie Nahoko durante il grande terremoto del Kantō del 1923.

A questo punto ci fu una coincidenza veramente assurda e drammatica: l’ultima scena raffigurante tale sisma la finì il giorno prima che il terremoto e maremoto del Tōhoku colpisse il Giappone orientale, l’11 marzo 2011. Ecco anche perchè questo disastro è stato preso subito così tanto a cuore da Miya-san, tanto da prodigarsi molto negli aiuti.


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

10. La generosità di un sognatore

Miyazaki è rimasto sempre molto colpito dalle tragedie belliche, ambientali e sismiche che da sempre si abbattono sia nel suo paese che sul mondo intero. Si è prestato molto agli aiuti post terremoto e tsunami del 2011, addirittura ha anche dato l’ok per la creazione di una statuetta (action figure) fatta a mano in tiratura limitata (300 pezzi) raffigurante se stesso, i cui proventi sarebbero andati alla ricostruzione nelle zone duramente colpite dallo tsunami.

Inoltre essendo un ambientalista ferreo, dopo la tragedia di Fukushima‬, ha voluto ribadire in più di una occasione come lo Studio Ghibli non sia servito da energia elettrica derivante dalle centrali nucleari e che vorrebbe che tutte quelle esistenti in Giappone chiudessero per sempre.

Ha anche progettato e finanziato con 300 milioni di Yen, circa 2 milioni di euro, un parco per bambini nella città di Kumejima, vicino ad Okinawa‬, dove sono state trasferite tantissime famiglie sfollate da Fukushima.

Il parco (sopra il disegno originale del sensei) è dentro l’incontaminata Foresta di Zenda: in un edificio di 1000mq, pieno di cose interessanti ed educative e circondato da una enorme zona verde completa di bosco, i bambini potranno scorrazzare liberamente e chissà, magari incontrare Totoro.

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10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo