10 cose del sistema educativo giapponese 

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10 cose del sistema educativo giapponese 

6. Lo sport è basilare, tutte le scuole hanno campi, piscine e palestre

In Italia la scuola pubblica è la normalità e la scuola privata un lusso per pochi. In Giappone è il contrario. Gli istituti privati sono molto gettonati dato che consentono di ottenere poi un diploma che apre le porte a lavori nelle aziende migliori e che pagano di più. Le famiglie fanno enormi sacrifici per permettere ai propri figli di frequentare le scuole più costose e prestigiose del paese.

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Le scuole giapponesi, sia pubbliche che private, sono attrezzatissime di ogni struttura immaginabile, soprattutto sportiva. Campi da baseball, da calcio, palestre da basket, da pallavolo, piscine al coperto. Chi ha visto almeno una volta un anime avrà notato quanto i club sportivi sono importanti nella carriera scolastica di molti studenti.

Alle scuole elementari esiste anche una giornata annuale chiamata ‘Festa dello sport‘ durante la quale vengono invitati i genitori per tifare durante le gare dei figli. Mentre nei gradi scolastici superiori le squadre delle scuole partecipano a tornei importantissimi che spesso vengono trasmessi in Tv come fossero gare professionistiche.


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7. L’uniforme ‘uniforma‘ gli studenti di vari estrazioni sociali

Quasi tutte le scuole medie e superiori in Giappone chiedono ai loro studenti di indossare delle divise o uniformi. Solitamente sono di due tipi principali: l’uniforme scolastica tradizionale giapponese ha solitamente uno stile militare per i ragazzi e uno marinaresco per le ragazze. Negli ultimi anni però molti istituti hanno optato per uno stile meno militare, con giacca e cravatta per i ragazzi e gonnelline scozzesi per le ragazze.

La politica nipponica dell’uniforme scolastica ha lo scopo principale di rimuovere le barriere tra studenti di diverse estrazioni sociali. E contemporaneamente metterli nello stato d’animo lavorativo di appartenere allo stesso gruppo. Indossare una divisa fin dalla tenera età aiuta i ragazzi a sviluppare quel proverbiale senso di collettività tipico del popolo giapponese.


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8. Tutti devono imparare calligrafia e poesia tradizionali giapponesi

La calligrafia giapponese, o Shodo, è un’arte antichissima che consiste nell’immergere un pennello di bambù nell’inchiostro e usarlo per scrivere parole e frasi in ideogrammi Kanji su carta di riso. Per i giapponesi lo Shodo non è meno importante della pittura tradizionale, le famose stampe Ukyo-e.

Ed è attraverso lo Shodo che si può esprimere un’altra importante forma d’arte tipicamente nipponica: la poesia Haiku. Una forma di poesia che ha la caratteristica di utilizzare espressioni semplici per trasmettere emozioni profonde. Già dalle elementari si insegna ai bambini giapponesi a rispettare ed amare la propria cultura e le proprie tradizioni uniche con lezioni di Shodo e Haiku.


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9. Un unico test d’ingresso decide il tuo futuro

Già per entrare alle medie in Giappone c’è un test d’ingresso. Lo stesso per entrare alle superiori. Ma è alla fine delle superiori che gli studenti devono sostenere l’esame più importante della loro vita, quello che deciderà il loro futuro.

Ogni università ha un certo requisito di punteggio minimo, guadagnato alle superiori, per poter sostenere l’esame di ammissione. Se uno studente non raggiunge quel punteggio, non potrà tentare di entrare in un college specifico. Più è prestigiosa l’Università, più i requisiti di merito sono alti ovviamente.

La concorrenza per entrare nelle migliori Università giapponesi è molto alta: solo il 76% dei diplomati riesce ad avere i requisiti per entrare negli atenei più prestigiosi. Non c’è da meravigliarsi se il periodo di preparazione per tentare i difficili esami di ingresso nei migliori atenei giapponesi è soprannominato shiken jigoku, ovvero “inferno degli esami“.


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10. Gli anni dell’Università sono una lunga vacanza prima di iniziare a lavorare

Dopo essere riusciti a superare “l’inferno degli esami“, gli studenti giapponesi diventati universitari si prendono una meritatissima pausa. In Giappone una volta riusciti ad entrare al college il più è fatto. Gli esami dei singoli corsi sono dei test relativamente facili da passare, a volte basta solo essere presenti in classe senza studiare.

Il periodo dell’università in Giappone è considerato quello degli anni migliori della vita di una persona. Gli studenti universitari lo chiamano infatti “la lunga vacanza prima del lavoro“. Sono gli anni del divertimento e dei pochi obblighi scolastici, che tutti i giapponesi ricordano con nostalgia da adulti.

Finita la pacchia dei 4 anni di Università, comincia la vita vera. Quella degli impiegati salaryman che fanno gli straordinari fino alle 9 di sera e che vanno in vacanza 3 giorni all’anno se tutto va bene…

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