10 cose che forse non sappiamo sulla Geisha

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10 cose che forse non sappiamo sulla Geisha

6. In passato la Geisha doveva avere i denti neri

Questa antica usanza è chiamata ohaguro (お歯黒) e non valeva solo per le Geisha ma per le donne giapponesi in generale. Il motivo principale per cui si dipingevano i denti di nero, anche se sembra assurdo, era l’esaltazione della bellezza.

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Secondo lo scrittore Junichiro Tanizaki, il nero mette in risalto il volto truccato di bianco. I denti infatti, in confronto al bianco esagerato della polvere di oshiroi, risultano antiesteticamente gialli.


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7. Devi contattare l’Okiya (置屋) per ingaggiare una geisha

L’Okiya (置屋) è la casa comune dove abitano le Geisha. I clienti infatti le identificano anche in base al nome della loro casa. Non si può assolutamente scegliere una Geisha faccia a faccia.

Per averne una al proprio banchetto ad esempio, bisogna avvertire un Ryotei (料亭), ristorante giapponese di alta classe con ampie sale private. Sarà lo stesso Ryotei che contatterà la padrona dell’Okiya e organizzerà il numero di geisha in base al budget e ai desideri del cliente. Lo stesso accade se vogliamo la sua presenza in una Ochaya (お茶屋), la casa da tè tradizionale giapponese.


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8. Le tariffe delle Geisha possono variare molto

I tariffari delle Geisha vanno in base al loro prestigio. Sono chiamati in ordine crescente ohanadai (お花代), gyokudai (玉代) e senkoudai (線香代). Dai (代) significa infatti prezzo. Ohana significa fiore, Gyoku gioiello e Senkou incenso. Nominare qualcosa indirettamente usando altri tipi di parole è una forma di bellezza tipica della lingua giapponese.

Difficile quantificare lo stipendio medio di una Geisha che va in base alla popolarità e non all’esperienza. Anche Geisha molto giovani possono guadagnare molto, considerando che spesso prendono anche delle belle mance.


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9. In passato la Geisha aveva un protettore, il danna (旦那)

Un danna (旦那) giapponese è una sorta di mecenate ricco e potente che può permettersi di fornire sostentamento economico per le spese di una Geisha. Diventare un’artista dell’intrattenimento in Giappone in passato richiedeva molto tempo e studio. Quindi anche un grosso investimento in denaro.

Un danna si prendeva cura della formazione e delle spese quotidiane della sua Geisha per tutta la vita. Pertanto, diventare un danna era considerato uno status sociale molto elevato in Giappone. Esserlo non implicava necessariamente anche l’avere una relazione amorosa o sessuale con la propria protetta. Anche se spesso questo ovviamente accadeva.

La faccenda della vendita della verginità di una Maiko (mizuage) che si vede nel film Memorie di una Geisha, in realtà non esiste. Il vero mizuage è una cerimonia in cui la Geisha più anziana taglia simbolicamente il nodo superiore dei capelli della Maiko per indicare che è diventata adulta.


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10. Le Geisha non sono Oiran 

Molte persone, soprattutto straniere, confondono ancora le Geisha con le Oiran. In parte la colpa di questo viene dal fatto che durante la 2° guerra mondiale alcune semplici prostitute si spacciavano per Geisha con i militari americani.

Le Oiran invece non sono prostitute normali ma di alta classe. Sono solitamente molto costose e il loro abbigliamento è diverso dalle Geisha. È vero che alcune Geisha in passato andavano anche a letto con i loro clienti ma tecnicamente erano delle artiste intrattenitrici.

Fonte consultata @tsunagujapan


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