Tutti i romanzi che hanno ispirato lo Studio Ghibli

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KIKI CONSEGNE A DOMICILIO Eiko Kadono, 1985

E’ il romanzo originale giapponese di Eiko Kadono da cui Hayao Miyazaki ha realizzato nel 1989 l’omonimo fantastico film d’animazione per lo Studio Ghibli Kiki, Consegne a Domicilio. In Italia il film è stato distribuito in home video già nel 2002! Pensate che io ce l’ho ancora in videocassetta!

Compiuti finalmente i suoi 13 anni, la streghetta Kiki parte per il suo apprendistato: dovrà stabilirsi in una città e affinare per un anno le sue tecniche di magia svolgendo un normale lavoro da comune mortale. In compagnia del petulante gatto nero Jiji, Kiki si stabilisce nella splendida cittadina dalle atmosfere svedesi di Koriko, a casa della signora Osono, un gentile e simpatica panettiera, ed inizia a occuparsi di consegne a domicilio, a cavallo della sua scopa di saggina. Fra commissioni impossibili e molte disavventure, Kiki scopre il vero significato della parola “crescere” e fa la conoscenza di numerosi amici, fra cui il giovane Tombo, appassionato membro del Club del Volo, che la tallona appena può.

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LA CITTA’ INCANTATA – Al di là delle nebbie  Sachiko Kashiwaba, 1987

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“Kiri no mukō no fushigi na machi”, Il meraviglioso paese oltre la nebbia, in Italia è stato pubblicato nel 2003 e ristampato nel 2011 con il titolo La città incantata. Al di là delle nebbie. Questo racconto ha ispirato molto Miyazaki per il suo film del 2001 “Sen to Chihiro no Kamikakushi” letteralmente “Sen e Chihiro nascoste dagli Dei” (da noi tradotto banalmente La Città Incantata..) anche se non è una trasposizione fedele del libro e dalla seguente trama è subito evidente.

Uesugi Rina, la protagonista del racconto, frequenta il sesto anno e abita a Shizuoka. Su consiglio del padre decide di trascorrere l’estate nella Valle della Nebbia, dove la sua famiglia ha delle conoscenze. Prima di partire Rina riceve dal genitore un ombrellino rosso con una testa di pagliaccio, che diverrà la sua guida. Dopo varie avventure giunge alla Valle della Nebbia, detta anche “Strada Matta“, dove trascorre le proprie vacanze al maniero di Pipity Picotte, un’anziana signora che si occupa della pensione locale. Rina scopre che, per restare a Strada Matta, dovrà lavorare e mantenersi da sola. Durante la sua vacanza la ragazza cresce, scopre nuovi aspetti di se stessa e impara a conoscere nuove emozioni e sentimenti, stringendo amicizia con gli abitanti del posto. Quando ormai i suoi giorni nella Valle della Nebbia sono finiti riceve da ognuno dei nuovi amici un regalo, oltre all’invito a tornare l’anno seguente.

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LA LEGGENDA DI EARTHSEA Ursula K. Le Guin, 1968

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Il film di Goro Miyazaki (figlio) I Racconti di Terramare del 2006 è liberamente basato sui primi quattro romanzi del Ciclo di Earthsea (Il mago di Earthsea, Le Tombe di Atuan, La spiaggia più lontana e L’isola del Drago) ed è ispirato anche al manga Shuna no tabi del padre Hayao Miyazaki.

La storia è ambientata ad Earthsea, il mondo dei grandi arcipelaghi e degli immensi oceani, l’universo lontano dove la magia è ancora potente, la terra misteriosa in cui uomini e draghi hanno convissuto e dove, secondo una leggenda, un mago sconfiggerà le forze del male per riportare l’Equilibrio della vita. A Gont, una delle isole di Earthsea, vive un giovane pastore, Ged, il quale, grazie ai suoi staordinari poteri, conquista il privilegio di diventare apprendista dei grandi maghi dell’Arcipelago. Il ragazzo, che assume il nome di Sparviero, è destinato a essere un grande domatore di draghi ma è altresì consumato dal desiderio di imparare troppo in fretta. L’uso poco saggio dei suoi poteri aprirà dunque uno spiraglio nel mondo dei defunti e farà comparire l’Ombra della sua stessa morte, che cercherà di afferrarlo nella propria morsa e di annientarlo. 

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LA SAGA DEGLI SGRAFFIGNOLI – SOTTO IL PAVIMENTO Mary Norton, 1952

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“Karigurashi no Arrietty”, Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento è un bellissimo film del 2010 di Hiromasa Yonebayashi e Studio Ghibli, tratto dalla serie di racconti fantasy per ragazzi Gli Sgraffignoli (The Borrowers). Gli stessi racconti nel 1997 avevano già ispirato il film live action I rubacchiotti.

Sotto il pavimento di una vecchia villa vivono gli Sgraffignoli, esseri non più alti di un mignolo che passano la loro vita “sgraffignolando” o, come dicono loro, “prendendo in prestito” gli oggetti e il cibo necessari all’esistenza quotidiana. Un tappo di champagne per loro è uno sgabello, un francobollo un quadro d’autore e un pezzo degli scacchi una statua a grandezza naturale. Non sono banali folletti, ma piccolissimi uomini e piccolissime donne terribilmente veri: un padre, una madre e una figlia adolescente, Arietta, smaniosa di uscire dal soffocante appartamento costruito sotto il pavimento. Quando però Arietta viene vista da un bambino in vacanza alla villa, si scatena il panico in tutta la famiglia: perché per gli Sgraffignoli essere visti significa la fine.

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LE AVVENTURE DI SHERLOCK HOLMES Arthur Ignatius Conan Doyle, 1891

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Il fiuto di Sherlock Holmes, “Meitantei Holmese“, è un anime televisivo, adattamento dei racconti di Sherlock Holmes, in cui tutti i personaggi hanno l’aspetto di cani antropomorfi, in particolare Sherlock Holmes è un segugio. La serie nasce nell’aprile 1981 da una co-produzione tra l’italiana RAI e la giapponese Tokyo Movie Shinsha sotto la supervisione di Hayao Miyazaki, che dirigerà i primi 6 episodi della serie. Tuttavia, a causa di problemi legati ai diritti sul personaggio di Sherlock Holmes e detenuti dagli eredi di Doyle, la produzione viene interrotta quando solo 4 episodi sono completati.

Il libro originale raccoglie 12 racconti sull’investigatore per antonomasia, Sherlock Holmes, l’esperto per eccellenza, criminologo ma anche uomo d’azione, di altissima intelligenza ma anche pronto a cercare prove fisiche e materiali per le sue indagini (cosa che non si ritrova invece nell’altro grande detective della narrativa inglese, Hercule Poirot). In questi dodici casi lo troviamo in splendida forma, anche nel primo (Uno scandalo in Boemia), che lui considera una sua grande sconfitta. Altro personaggio importante è il Dottor Watson, spalla dell’investigatore e alter ego del lettore. 

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PRINCIPESSE E MONONOKE – Storie di fantasmi giapponesi Yakumo Koizumi, 2014

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In questo libro troveremo i più famosi racconti di genere della tradizione giapponese. E non pensiate che da questi abbia tratto ispirazione solamente Hayao Miyazaki per il suo capolavoro di animazione Principessa Mononoke del 1997A questi antichi racconti, raccolti in questo volume, si sono ispirati anche Rumiko Takahashi per Lamù, Shigeru Mizuki per Kitaro dei Cimiteri (costui è anche l’autore dell’Enciclopedia dei Mostri Giapponesi) e addirittura anche Isao Takahata per Pom Poko.

Ci attirano, ci affascinano, ci spaventano e spesso ci lasciano con un impensabile senso di vuoto. Le storie di fantasmi giapponesi aleggiano tra l’orrore e il romanticismo, in un limbo percorso da anime che non trovano pace per essere state costrette ad abbandonare il mondo terreno prima di aver compiuto fino in fondo il loro percorso. Vendetta, amore, imbarazzo, risentimento, curiosità, angoscia, nostalgia, memoria, altruismo: ogni fantasma ha il suo personale motivo per ripresentarsi ai viventi, e ognuno lo fa in modo diverso, e con differenti effetti sulla quotidianità di amici, nemici, parenti o amanti. “Principesse e Mononoke. Storie di fantasmi giapponesi” raccoglie i più celebri racconti di genere della tradizione giapponese, come quello di Hoichi, suonatore cieco di biwa, o quello di Oyuki, dama delle nevi, che tornano qui nella loro dimensione originale.

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QUANDO C’ERA MARNIE Joan G. Robinson, 1967

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Omoide no Marnie (letteralmente Ricordi di Marnie) è il romanzo originale da cui lo Studio Ghibli ha tratto nel 2014 l’omonimo film d’animazione Quando c’era Marniediretto da Hiromasa Yonebayashi regista anche di Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento.

Una ragazzina solitaria e senza genitori di nome Anna viene inviata presso la casa di un’attempata coppia in un paesino in riva al mare, nel tentativo di spingerla a socializzare con altri bambini della sua età. Nonostante i tentativi, Anna continua a preferire la solitudine, finché durante le lunghe passeggiate nella natura, decide di attraversare la baia in barca, e nei pressi di una grande casa sulla palude apparentemente disabitata incontra una misteriosa ragazzina bionda in camicia da notte di nome Marnie, sola come lei. Le due diventano amiche inseparabili e passano intere giornate a giocare e chiacchierare, ma per qualche incomprensibile ragione a volte si perdono di vista all’improvviso, pur senza allontanarsi l’una dall’altra. 

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RONJA LA FIGLIA DEL BRIGANTE  Astrid Lindgren, 1981 (autrice di Pippi Calzelunghe)

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E’ il romanzo dal quale è stata tratta le serie “Sanzoku no musume Ronja” letteralmente Ronja la figlia del Brigante, inedita da noi, diretta da Goro Miyazaki (figlio) e coprodotta da Polygon Pictures e Studio Ghibli, trasmessa in Tv in Giappone dall’11 ottobre 2014 al 28 marzo 2015.

Tra un castello medievale semidiroccato, rifugio di una banda di briganti, e un bosco abitato da elfi, troll, gnomi, creature fantastiche e animali selvatici, si svolge la storia di Ronja, un’allegra ragazzina di undici-dodici anni, e della sua amicizia con un coetaneo, Birk. I conflitti che si creano nei rapporti con i genitori, ostinati rivali, spingono i due ragazzi ad affrontare l’avventura della vita nel bosco, a cercare la propria identità in un ambiente ricco del fascino e della suggestione di una natura incontaminata, che vive e partecipa alla vita dei protagonisti, ma racchiude anche pericoli e insidie: rappresentazioni allegoriche delle difficoltà della vita reale. In questo modo i due protagonisti impareranno a vivere, a superare i conflitti, diventando più saggi e maturi dei loro stessi genitori. Quasi una favola, quindi, ma che contiene in sé tutte le problematiche che i giovani si trovano ad affrontare sulle soglie dell’adolescenza.
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SI ALZA IL VENTO Tatsuo Hori, 1937

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Si alza il vento (Kaze tachinu) è un meraviglioso film d’animazione del 2013 scritto e diretto da Hayao Miyazaki. È un film biografico sull’ingegnere aeronautico Jiro Horikoshi (1903-1982), inventore del Mitsubishi A6M Zero, utilizzati dall’Impero giapponese durante la seconda guerra mondiale. E’ tratto dal manga “Kaze tachinu”, sceneggiato e disegnato dallo stesso Miyazaki nel 2009. Manga a sua volta ispirato a questo romanzo Si alza il vento di Tatsuo Hori, che ha una trama diversa in alcuni punti rispetto al film. Ambientato in un sanatorio a Nagano, segue maggiormente la parte della malattia della protagonista, il cui nome non viene mai rivelato.

E’ la trasposizione di un’esperienza realmente vissuta dall’autore, nonché uno spaccato della quotidianità giapponese della prima metà del Novecento. Il protagonista, appreso il precario stato di salute della fidanzata, decide di accompagnarla in un sanatorio sulle Alpi giapponesi, e tenta così di vivere al suo fianco la difficile esperienza cercando di trovare insieme a lei la felicità nelle piccole cose quotidiane, nei gesti d’affetto, nella natura che li circonda, nel cielo azzurro sopra di loro. Opera intima dedicata alla fidanzata scomparsa, questa meditazione sulla vita, nutrita di Marcel Proust, Paul Valéry (il titolo del romanzo è tratto da un verso del poema Il cimitero marino) e Rainer Maria Rilke, è anche un’opera dal respiro squisitamente giapponese.

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UNA TOMBA PER LE LUCCIOLE Akiyuki Nosaka, 1967

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“Hotaru no haka” letteralmente La tomba delle lucciole è il film del 1988 tratto dall’omonimo racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka. Sceneggiato e diretto da Isao Takahata, il cofondatore con Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, presenta una visione straziante ed intensamente neorealista delle vicende personali di un ragazzo e una bambina indifesi nei confronti dell’orrore della guerra.

Per la crudezza delle sue immagini, Una tomba per le lucciole divenne un film molto controverso e poco pubblicizzato, ma ebbe grande successo in Giappone. In Italia venne distribuito solo in home-video e finalmente dopo “soli” 27 anni dalla sua uscita in Giappone è arrivato anche nei cinema italiani nel 2015 con il titolo riadattato “La Tomba delle Lucciole” e un nuovo doppiaggio.

L’autore del romanzo originale, Nosaka, visse veramente in parte le vicende di questo straziante film. Nacque nel 1930 a Kamakura e la madre morì di parto. Così lui e le sue due sorelle vennero adottati da una famiglia di Kobe, città fortemente colpita nel 1945 dai bombardamenti americani durante la Seconda guerra mondiale. Tale esperienza ebbe enormi ripercussioni sulla sua vita: determinò la perdita della sua famiglia adottiva, prima con la morte dei suoi genitori e poi quella della sorella di appena 4 anni. Questi fatti e le difficili esperienze vissute nel periodo bellico e in quelli immediatamente successivi, furono raccolte in questo toccante romanzo.

Giugno 1945, Seconda Guerra Mondiale: le forze armate americane attaccano il Giappone con bombe incendiarie, riducendo a immensi roghi interi villaggi fatti di case di legno. Seita è ancora un bambino, e non capisce quello che gli sta accadendo intorno, e durante la fuga per la sopravvivenza con la sorellina Setsuko, perde di vista la madre. Questa è la drammatica epopea di due bambini, costretti a vagare soli tra le macerie di Kobe, un paese ridotto in cenere, ed è una denuncia contro gli orrori di qualsiasi guerra, che come al solito colpisce soprattutto gli innocenti.

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