I 5 Festival più bizzarri del Giappone

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I 5 Festival più bizzarri del Giappone

3. Il festival Namahage

Non è facile per un bambino crescere nella prefettura di Akita, nel nord est del Giappone. Mentre da noi arriva il buon Babbo Natale, ad Oga, città di mare dalla costa frastagliata, a Capodanno arrivano spaventosissimi Orchi.

Hanno maschere cornute e vestiti di paglia, sono muniti di un coltellaccio e gridano minacciosamente: “Ci sono bambini che piangono? Ci sono bambini disubbidienti? Ci sono dei pigri vagabondi che non riescono a svegliarsi la mattina? Grrr!”

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Il ruolo di questi Namahage, la cui denominazione ha le sue radici nel “cacciare la pigrizia”, è interpretato solitamente dai giovani del villaggio.

Nel buio della notte, i Namahage piombano nelle case calpestando rumorosamente i tatami. Il capofamiglia li accoglie assieme ai bambini, che inevitabilmente scoppiano a piangere dalla paura. Poi cerca di placare gli orchi con offerte di sake e torte di riso.

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I genitori possono informare in anticipo i Namahage delle cattive abitudini dei loro figli e l’Orco di turno reciterà di conseguenza. Ad un certo punto il capofamiglia dovrà negare il comportamento scorretto dei figli per proteggerli. Questo sarà il segnale per gli Orchi che da quel momento dovranno abbandonare la casa.

Soddisfatti, i Namahage se ne andranno minacciando di tornare se la cattiva abitudine dei bimbi persisterà. Alla fine del giro, gli Orchi si scatenano in un ballo rituale attorno al fuoco per benedire il villaggio con buona salute e fortuna per il nuovo anno.

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Più che una versione crudele di Babbo Natale il Namahage forse somiglia più alla nostra Befana. Questa cosa che i grandi si divertono a terrorizzare e far piangere i piccoli per farli stare buoni, esiste in tutto il mondo in diverse varianti da sempre.

Questo Festival in particolare, è stato riconosciuto dal 1978 come importante patrimonio culturale immateriale nazionale del Giappone.

 


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4. Il Festival dell’Orata Toyohama Tai Matsuri

Durante il Toyohama Tai Matsuri gigantesche orate di cartapesta con scheletro di bambù lunghe circa 18 metri e alte 6 corrono per le strade della città scontrandosi tra loro per arrivare per prime alla spiaggia.

Una volta lì continuano ad avanzare maldestramente in una nuvola di sabbia fino ad arrivare al mare dove poi vengono accese come enormi lanterne galleggianti.

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Questi pescioni dall’aspetto robusto vengono prodotti ogni anno dalle cinque regioni locali di Toyohama, una città portuale di pescatori situata a 50 chilometri a sud della città di Nagoya sulla penisola di Chita. Ogni regione ha il compito di costruire una delle cinque orate.

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Ogni orata ha una squadra di circa 60 uomini che la trasportano per le strade, la spiaggia e il mare e ci sono anche orate più piccole trasportate da gruppi di bambini.

Il Festival solitamente si svolge in un fine settimana di luglio, ed è nato per la prima volta alla fine del XIX secolo.

 


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5. Il Festival commemorativo di Enrei Ohno 

Questo Festival è conosciuto anche come la festa più breve del Giappone. Dura solo 20 secondi e comporta un unico comando: “Attenti, inchino”. Una fila di persone in abito scuro, fa un profondo inchino contemporaneamente e il festival è dichiarato concluso.

Questo rito si svolge due volte all’anno in giugno e ottobre al confine della città di Okutani e nella città di Shiojiri nella prefettura di Nagano, per commemorare una lapide dell’imperatore Meiji del 1916.

La lapide è situata in un punto di osservazione strategico dal quale, in giornate particolarmente limpide, si vede addirittura il Monte Fuji.