Esperienza Expo : padiglione Giappone e consigli generali

Esperienza Expo : padiglione Giappone e consigli generali

Esperienza Expo : padiglione Giappone e consigli generali. Finalmente, dopo ever visto e letto molto a riguardo, sono andata a vedere con i miei occhi il famoso Expo di Milano 2015. Ammetto che, come credo sia abbastanza scontato visto il mio blog, ci sono andata principalmente perchè morivo dalla curiosità di vedere soprattutto il padiglione giapponese (ho cercato di non spoilerarmelo prima per quanto ho potuto): infatti è stato il primo per il quale mi sono messa, brava brava, a fare una fila di 40 minuti appena entrata. Ma andiamo con ordine dato che in questo post non voglio parlare solo del padiglione Giappone, bensì di tutta la mia esperienza ad Expo.


Esperienza Expo : padiglione Giappone e consigli generali

In che zona dormire e come andare in Expo

Chiaramente prima di partire mi sono informata molto su Expo, ma non tanto su quello che ci avrei trovato dentro (volevo un minimo di effetto sorpresa…) ma sulla zona consigliata per dormire ed essere più comodi per raggiungerlo e visitarlo anche per più giorni. Avendo valutato che i mezzi consigliati fossero quelli pubblici (infatti ci sono dei parcheggi con navetta gratuita ma costano 12 euro al giorno e vanno prenotati prima), ho optato per la soluzione più economica ovviamente. Quindi scartando la metropolitana, che costa 2,50 euro a viaggio, ho scelto il tipico tram milanese che ne costa 1,50. Sulla base di questo ho poi guardato le linee che avevano Expo come capolinea: il 12 e il 19 (passano ogni 5 minuti). Inoltre con il tram 12 nel senso opposto ad Expo si arriva direttamente in centro, in piazza Duomo! Ho poi cercato una struttura che si trovasse lungo le fermate di questi due tram, preferibilmente il 12, facile no?

A seconda delle esigenze (e delle tasche) si trovano Hotel, B&B, affittacamere, e guesthouse nelle zone attraversate dalle sopracitate due linee di tram; io ho prenotato con Booking ma si puo’ usare qualsiasi sito (Trip AdvisorKayakExpediaB&B.it) che faccia scegliere la zona per il pernottamento (con preferibilmente dei parcheggi gratuiti vicini). Sono rimasta attorno ai 5 kilometri di distanza da Expo di modo che la mattina mi bastavano pochi minuti di tram per essere in fiera.

Il capolinea dei tram 12 e 19 si chiama Roserio e si scende davanti ad un grande ospedale (ospedale Sacco). Poi da lì proseguendo a piedi attraversando un grosso ponte, anche pedonale, si arriva in pochi minuti direttamente all’entrata Est Roserio di Expo. I sabati e le domeniche ci sono più file all’entrata, quindi se potete scegliere quando andare meglio non nei weekend (io ho fatto lunedì e martedì e la fila era completamente assente verso le 11 di mattina). Ci sono i metal detector quindi ricordatevi di mettere tutti gli oggetti che avete in tasca, compreso il telefono (oltre a borse e zaini) dentro le apposite vaschette per farli passare sotto al marchingegno come in aeroporto. Tra l’altro questa entrata non è quella principale (quindi comunque c’e’ sempre meno coda) ed è consigliata per andare subito al Padiglione Giappone dato che questo si trova appena si entra nel Decumano (la gigantesca via centrale che attraversa tutta Expo) sulla destra e quindi si può al volo mettersi in fila, come ho fatto io, e visitarlo per primo!

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Dentro il padiglione Giapponese 

Dato che il padiglione del Giappone è uno dei più gettonati in assoluto, consiglio di visitarlo per primo o comunque appena si entra dalla entrata Est Roserio, soprattutto se siamo bravi e riusciamo ad essere lì subito alle 10.00 all’apertura: la gente che entra dalle altre entrate (sud ed ovest) si troverà lontanissima dal Giappone e arriverà sicuramente dopo di voi per mettersi in fila.
Finito il giro dentro il padiglione con le installazioni e le proiezioni, si arriva alla parte finale: l’attrazione/spettacolo Ristorante del Futuro. Non vi parlerò nello specifico di nulla di quello che c’è dentro tutto il padiglione, se siete curiosi guardate il breve video che ho caricato sul canale Youtube sempredirebanzai (qui sopra) e magari iscrivetevi pure, il resto lo dovete vedere coi vostri occhi! Il giro alla fine vi porterà inesorabilmente a passare nella zona dei ristoranti e quindi qui vi sfido a non fermarvi a mangiare, è matematicamente impossibile resistere. In questa zona si può accedere anche da una entrata dedicata, senza passare per il padiglione, se si vuole solo mangiare e non vedere dentro (e quindi fare la fila solo per il cibo).

Mangiare in Giappone

Le opzioni per mangiare in Giappone per i primi 3 mesi di Expo (ricordo che alcuni ristoranti cambieranno nell’arco dei 6 mesi) saranno:

– Coco Ichibanya (consigliatissimo) per un riso al curry da 9 euro e con aggiunta di tonkatsu (la cotoletta giapponese) a 12 euro.

– Sagami per la tempura (12 euro ma poco abbondante) e la soba (soba e tempura insieme 20 euro).

– Mos Burger per gli hamburger e i riceburger (con riso al posto del panino) dai 10 ai 12 euro un menù completo.

– Kakiyasu per sukiyaki (da 35 euro), quindi specializzato in carne, con anche altri piatti giapponesi.

Infine il famoso ristorante Minokichi (quello dello scontrino della discordia e molto caro) che serve la tipica cucina kaiseki di Kyoto: si parte da 80 euro fino anche a 220 euro per un menù completo.
Per altri dettagli sui ristoranti che succederanno a questi negli altri 3 mesi di Expo (non so se avete notato ma manca un ristorante di sushi vero e proprio che ci sarà in agosto/settembre/ottobre), ho scritto anche un post dedicato qui con tutte le info —>Alla scoperta del padiglione Giapponese di Expo 2015


Esperienza-Expo-padiglione-Giappone-e-consigli-generali

Gli altri padiglioni e le attrazioni imperdibili 

Non so se e per quanti giorni avete programmato di visitare Expo ma per esperienza personale direi che due giorni sono perfetti. Un giorno solo è poco e sopra i tre troppi, alla fine vi annoiereste e stanchereste. In due giorni (come ho fatto io) si vede molto, proprio tutto tutto no ma vanno fatte inesorabilmente delle scelte in base alla imperdibilità dei padiglioni e delle attrazioni. L’esempio calzante è come quando andate in un parco divertimenti tipo Disneyland o Mirabilandia: dato che fare le file è una rottura (soprattutto quando alcune di esse sono al sole, e ce ne sono anche ad Expo di questo tipo purtroppo…) si decide per quali giostre o spettacoli siamo disposti a soffrire più di altri.
Io in due giorni ho fatto diverse file lunghette (fino ad 1 ora) e la stanchezza comunque non mi avrebbe permesso di farne neanche per un giorno in più. Vi ricordo che per entrare nei padiglioni i 2 km della via principale, il Decumano, li farete in su e in giù a piedi tantissime volte al giorno (più le varie scale nei padiglioni e le viuzze secondarie) e alla fine sarete esausti e i vostri piedi urleranno come i miei dopo due giorni di full immersion. Certamente ci sono delle aree relax per riposarsi con panchine, prati, e sedute di vario tipo, ma nel mio caso la smania di vedere il più possibile mi ha fatto fermare raramente. Principalmente mi sono fermata per mangiare nei ristoranti, per gli spuntini e per dissetarmi (l’acqua per fortuna è gratis, sia naturale che frizzante e si trova in delle colonnine sparse ovunque!)

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Top 10 padiglioni (per me):

In base alla mia esperienza e senza spoilerare, vi metto semplicemente un elenco di padiglioni e attrazioni imperdibili per una visita ottimizzata di Expo: comunque poi vedrete che saranno tra quelli con più fila all’esterno purtroppo…

– Giappone: (scontato) uno dei più grandi, molto curato e con lo spettacolo innovativo Ristorante del Futuro (vedi video sopra).
– Kazakstan: ha fatto le cose in grande essendo sede del prossimo Expo 2017 sull’energia. Imperdibile, soprattutto lo spettacolo finale.
– Austria: una oasi di fresco non artificiale (non con aria condizionata come tutti gli altri) in mezzo al cemento ed al cartongesso!
– Brasile: se avete problemi motori e caviglie deboli ve lo sconsiglio. E’ il padiglione preferito dai bambini in assoluto.
– Corea: molto curate, minimaliste ed interattive le attrazioni e i video all’interno, in tipico stile asiatico.
– Israele: da fuori sorprende con i campi verticali, all’interno punta sull’ottimizzazione nell’uso dell’acqua, avendone poca, e su una guest star israeliana famosa in Italia.
– Cina: bello il padiglione strutturalmente e il giardino all’entrata, all’interno sia parti analogiche che installazioni multimediali.
– Francia: davanti ha un vero orto-labirinto che conduce più che all’interno direi sotto il padiglione, con oggetti appesi e installazioni.
– Quatar: proiezioni ed installazioni multimediali con un occhio di riguardo alla mancanza di acqua del paese ed a un suo uso responsabile.
– Padiglione Zero: un gigantesco padiglione sull’evoluzione umana, con grandi stanze stile museo, per riflettere anche sullo spreco di cibo delle società moderne.


Padiglioni flop (per me):

– Germania: parte benissimo con parti molto interessanti ed interattive a misura di bambino ma lo spettacolo finale è una schifezza.
– Thailandia: bella struttura e video a 360 gradi ma la proiezione finale è però solo una oscena propaganda politica al re e a quante cose ha fatto per il paese…
– Gran Bretagna: un padiglione praticamente vuoto di contenuti che punta tutto su una noiosa struttura ad alveare che ancora devo capire che ci azzecca con l’Inghilterra…
– Turchia: si cammina all’esterno in mezzo a delle strutture tipiche fatte senza particolare ingegno o cura, i contenuti poi sono totalmente assenti.
– Turkmenistan: all’esterno pacchiano e dentro esposti come prodotti tipici del paese detersivi e taniche di petrolio (!) più foto inneggianti un dittatore (!!) …il peggiore in assoluto.

Con sconcerto ho scoperto solo dopo essere tornata che l’India, una delle mie nazioni preferite, è assente ad Expo (dicesi a causa del caso Marò) oltre che il Canada, l’Australia, il Sudafrica, la Svezia, la Danimarca e altri paesi del nord Europa. Al loro posto però troviamo assurdamente il padiglione di Mc Donald e della Coca Cola… no comment ovviamente.

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Altre attrazioni da non perdere, padiglioni a parte:

– Supermercato del futuro (Coop): un vero supermercato con dei veri prodotti in vendita a prezzi normali ma dove il fruttivendolo è un robot e le etichette con i prezzi sono degli schermi lcd nei quali compaiono le informazioni sui prodotti che indichi con un dito o prendi in mano. Perfetto quando le vostre finanze stanno per esaurirsi o volete farvi uno spuntino magari a base di frutta.

– Padiglione del vino: anche se il vino non è un grande protagonista ad Expo paragonato ad altri eventi, questo padiglione ha il pregio di avere una scelta vastissima di etichette (1800) e quindi dà l’occasione di poter assaggiare dei vini assolutamente particolari. Unica pecca è che si pagano 10 euro per scegliere solo 3 vini da provare alla volta. Ma il meccanismo con cui si possono bere è molto divertente: i vini sono tutti esposti in delle teche di vetro e basta passare un codice a barre sotto la bottiglia scelta e premere un bottone che il vino ci viene automaticamente versato nel bicchiere. Porzioni comunque non abbondanti sia chiaro.

– Albero della vita: una di quelle attrazioni che fa ancora più Mirabilandia (assieme alle file e all’aria da villaggio di Pinocchio di alcune architetture e stradine finte). Dà però anche quella atmosfera tipica da parco dei divertimenti: luci laser, musica sparata, fontane danzanti e fuochi artificiali finali prima del ritorno a casa. Ovviamente è imperdibile anche se, per gusto personale, non l’ho sponsorizzato molto bene! 🙂

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