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Anime consigliati della passata stagione invernale ’15. 

Siete tra quelli che aspettano la fine di una serie per sentire i pareri di chi l’ha vista prima di decidere se vale la pena iniziarla? Allora questo post fa per voi: queste sono le serie invernali 2015 appena terminate, tra quelle che ho visto e che, secondo me, vale la pena recuperare se siete tra quelli che preferiscono fare delle full immersion e guardarsi tutti gli episodi di uno show in un giorno o poco più. Anche a me piacerebbe farlo, sapere di potermi gestire il tempo sapendo che gli episodi sono tutti li’, pronti per essere visti quando posso o ne ho voglia ma poi la mia proverbiale curiosità vince sempre, non riesco ad aspettare tutta una stagione e finisce che mi guardo tutto ogni settimana!

Questa è la mia personale classifica di anime consigliati della passata stagione invernale ’15 in ordine crescente:


5° posto: Shigatsu wa kimi no uso, 

Episodi 22GenereCommedia, Musica, Sentimentale, Drammatico, Psicologico.
Trasmesso nel contenitore di Fuji Tv noitaminA.
Fansub consigliatoShinsei-Kai — torrent di tutti gli episodi sub ita

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L’ho messo per ultimo non perchè non mi sia piaciuto ma perchè tra tutti quelli che ho seguito più volentieri è quello che mi ha stupito meno. Forse sono partita con troppe aspettative dato che essendo un anime a sfondo musicale, (uno dei miei generi preferiti) sono molto esigente e critica, e quindi mi ero gasata di più. Senza spoilerare nulla vi dico solo che è una serie dove i personaggi piangono molto ma altrettanto, nel mio caso, non fanno piangere gli spettatori. Nel senso che ogni tanto l’ho trovati un pochino patetici tutti i piagnistei e a me cosi’ invece di piangere mi ci scappa da ridere…non va bene, soprattutto quando la trama è prettamente drammatica. Ci sono ogni tanto delle gag che stemperano ma io le ho trovate a tratti forzate e non mi hanno mai fatto ridere molto. Direi che il peggioramento si avverte da metà serie in poi quando il brodo si allunga inutilmente, viene accantonata la protagonista, Kaori, non si capisce per quale ragione, e si dà spazio a dei comprimari assolutamente superflui per la storia: i due musicisti rivali di Arima, il protagonista, la ragazzina sua allieva, l’amica della madre con la figlia. Non che tutto avrebbe dovuto ruotare noiosamente sulla coppia Arima-Kaori ma io ho avuto l’impressione che molto sia stato aggiunto per tirarla per le lunghe prima del finale. Quindi direi che è una serie che consiglio, se non altro per la grafica piacevole, (A-1 Pictures è una garanzia) e la bella musica che si ha occasione di sentire. Ma lo faccio solo per un certo target di fruitori mediamente abbastanza giovani, a causa della trama, a mio avviso, in alcuni momenti troppo immatura per poter essere apprezzata da tutti.


 

4° posto: Akatsuki no Yona, 

Episodi 24GenereFantasy, Avventura, Sentimentale, Azione, Soprannaturale.
Trasmesso in streaming simulcast da Crunchyroll — qui tutti gli episodi sub ita —  (bandierina italiana sulla destra)

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Con Akatsuki no Yona mi è successa invece la cosa perfettamente contraria da Shigatsu wa kimi no uso: cioè l’ho iniziato per caso senza riporre la benchè minima aspettativa in un titolo che solo dalla descrizione “reverse harem” avrei scartato se non fosse stato per la grafica accattivante. Invece di puntata in puntata il lato harem si è dimostrato sempre più assente ed è venuta fuori una avventura itinerante alla Inu Yasha, con tanti personaggi ben caratterizzati che si aggiungono piano piano durante un viaggio verso la vendetta. Ed il cattivo sul quale vendicarsi è stavolta un cattivo-non cattivo tuttora misterioso, che non si riesce a decifrare e quindi genera molta curiosità. Forse la cosa che più mi ha sorpreso piacevolmente è stata la protagonista femminile, Yona, che per una volta non è la solita inutile, svenevole bambolotta insipida (come di solito si trovano nei reverse harem) ma ha una evoluzione, una emancipazione, la difficile situazione in cui si viene a trovare all’improvviso la costringe a darsi una giusta svegliata! Come non citare poi anche gli svariati coprotagonisti maschili, gli accompagnatori di Yona durante il viaggio alla scoperta del suo regno, che dalla sua torre d’avorio non aveva mai lontanamente immaginato. Di solito quando ci sono molti ragazzi da ricordare viene loro affibbiato un carattere clichet che ritroviamo spesso in molti anime. Stavolta invece, pur essendoci della caratteristiche accomunabili ad altre serie, i personaggi non sono mai noiosi e patetici, sono molto riconoscibili ed entrano nel cuore ognuno per motivi diversi. Infine come non dare un riconoscimento anche alle ambientazioni esotiche e suggestive di questo anime, (compresi i costumi) che pur essendo immaginarie, danno uno sfondo storico molto credibile alla trama. Anche grafica ed animazioni sono ad un buon livello generale, ottimi gli effetti di luce e i character design molto curati e piacevoli, Studio Pierrot tiene fede alla sua fama. Non si puo’ tralasciare neanche il lato musicale con buone ost e altrettanto valide sigle, soprattutto la prima iniziale e la seconda finale, adorabile. L’unico difetto che posso riscontrare è che da come è terminata questa serie, si preannuncia una seconda stagione, dato che non si arriva ad una risoluzione finale. Speriamo che non si faccia attendere troppo! Mi meraviglio molto di aver sottovalutato questo anime che invece è uno dei più recensiti ed apprezzati in molti siti specializzati. Ci ho visto giusto allora! Straconsigliato!


 

3 posto: Kiseijuu, l’ospite indesiderato,

Episodi 24Genere Azione, Fantascienza, Drammatico, Horror,Psicologico, Splatter.
Fansub consigliato: Fate-Subs — torrent di tutti gli episodi sub ita —

Kiseiju

Questa è l’altra inaspettata sorpresa della stagione. Appena ho visto le prime immagini devo confessare che la tentazione di dropparlo è stata forte. Come fai a continuare un anime dove il protagonista parla con la sua mano posseduta da una alieno parassita che ne ha preso il controllo? Bisogna ammettere che come plot iniziale è spiazzante e la mano all’inizio è fastidiosa, a tratti grottesca da concepire. Ma anche in questo caso sono felice di non averlo mollato e di avergli dato una chance. Mai decisione è stata più lungimirante, dato che Kiseijuu migliora esponenzialmente di puntata in puntata. All’inizio nulla di nuovo, degli alieni invadono la terra ma stavolta sono dei parassiti che si insinuano nel cervello degli umani e ne prendono il controllo. A Migi, il parassita che ha preso di mira il protagonista Shinichi pero’ va male e invece della testa del ragazzo riesce ad impadronirsi solo della mano destra, appunto Migi in giapponese. Questa convivenza forzata da non pochi problemi a Shinichi che è anche tentato di tagliarsi via la mano pur di non dover aver a che fare con questo grottesco essere che gli parla con una vocina fredda e fastidiosa (bravissima la ragazza doppiatrice di Migi). Ma piano piano il rapporto tra i due evolve e da nemici diventano alleati per sconfiggere tutti gli altri parassiti che invece sono riusciti ad impossessarsi dei cervelli e per sopravvivere si nutrono di altri esseri umani. Detta cosi’ la trama sembra una banale boiata, e cosi’ mi era sembrata anche a me lo confesso. Ma la cosa che distingue questo anime da tutti gli altri è l’evoluzione psicologica, più che fisica, alla quale assistiamo dopo le prime puntate introduttive. Shinichi è un ragazzotto inutile e pavido che trovandosi di fronte a questo cambiamento fisico assurdo deve fare i conti con questa nuova realtà: la razza umana è minacciata da degli alieni parassiti il cui unico scopo è quello di portarla all’estinzione. La sua mano è in grado di “sentire” la presenza di altri come lei e quindi con il suo aiuto è possibile salvare delle vite umane! Ma è giusto? Questi parassiti non saranno invece necessari per aiutare la terra a salvarsi dalla sovrappopolazione e dal conseguente aumento dell’inquinamento? Gli umani meritano di vivere sfruttando il loro ambiente fino alla sua distruzione e nutrendosi degli animali senza scrupoli? Perchè un parassita come Migi non può nutrirsi di un umano mentre un umano può nutrirsi di un animale senza problemi? Chi l’ha deciso? Chi sono i veri parassiti? L’evoluzione psicologica di Shinichi e la sua simbiosi con Migi lo condurrà sempre più in bilico tra umanità e mostruosità. Se all’inizio gli sembra giusto salvare le persone, più si fonde con Migi più il suo spirito di sopravvivenza e la sua fredda mancanza di sentimenti prendono il sopravvento tanto da non poter distinguere più da che parte stare. Questo anime ti entra davvero dentro come uno dei suoi orrendi parassiti e puntata dopo puntata sei li a decidere anche tu dove sta quel limite sottile che divide un umano da un parassita: chi è davvero l’ospite indesiderato del titolo? Straconsigliato anche a chi odia gli splatter (anche io non li amo particolarmente) perchè si, ci sono delle sequenze disturbanti, ma sono sempre nei limiti del decente e mai messe solo per fare spettacolo. L’unico difetto che posso trovare io in questa serie è che da amante del lato grafico e delle animazioni di qualità queste non eccellono, pur essendoci delle buone sequenze animate di lotta, è pur sempre un lavoro della valida Madhouse e si vede. Forse gli sfondi sono la parte più debole di tutte purtroppo ma dato che la trama al contrario non lo è affatto ci si può passare sopra. Una nota anche per le musiche e le sigle, azzeccatissime e memorabili.


 

2 posto: Death Parade,

Episodi 12Genere: Gioco, Psicologico, Soprannaturale, Mistero, Drammatico
Trasmesso in streaming simulcast da VVVVID — qui tutti gli episodi sub ita

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Devo ammettere che, soprattutto a causa della bella e allegra sigla iniziale, quando l’ho cominciato a guardare mi aspettavo assolutamente un altro tipo di anime! Non avevo letto nessuno spoiler che mi anticipasse quale sarebbe andato ad essere il nocciolo della questione, quindi Death Parade mi ha davvero spiazzato di puntata in puntata. Questa serie è basata sul corto pilota “Death Billiards” andato in onda durante l’Anime Mirai del 2013 che io ho guardato pero’ a metà serie quindi veramente all’inizio non avevo una minima idea della trama. In breve si tratta di questo: quando le persone muoiono si ritrovano a coppie in una specie di limbo che è un bar stile occidentale chiamato Quindecim. Al bancone del bar troviamo Decim il bartender ad accoglierle e ad illustrargli le regole del luogo. Non possono andarsene e sono costretti a partecipare ad un gioco mortale l’uno contro l’altro. Ma in realtà questa prova a prescindere da chi vincerà, serve al giudice (Decim ma scopriremo poi che non è il solo) per emettere il giudizio di dannazione o salvezza della loro anima. I giudici hanno il compito di portare agli estremi la psicologia dell’umano esaminato fino a rivelarne la sua vera natura ma loro non sono degli umani e quindi i loro giudizi si basano su criteri che non contemplano ne i sentimenti ne l’empatia. Saranno dei giudizi giusti? A mettere in crisi questo sistema arriva una umana Chiyuki, che viene affiancata dai piani alti al freddo Decim per apportare una miglioria nel giudizio. Ma la cosa veramente spiazzante è che poi alla fine delle puntate, per buona parte autoconclusive, non si capisce mai tra i due defunti chi si reincarna o meno perchè pian piano si realizza che lo scopo di questo anime non è questo. L’intento è quello di far riflettere piu’ che sulla morte del titolo, sulla vita! Il messaggio espressamente rivolto ai Giapponesi, che spesso praticano il suicidio con leggerezza, è quello di dover amare la vita che è meravigliosa e preziosa e non deve mai e poi mai essere gettata via. A me è piaciuto molto questo anime e l’ho trovato toccante e sorprendente, commuovente e profondo. Sicuramente un lavoro molto originale, che si discosta tantissimo dalla media delle serie giapponesi classiche, ma che per alcuni aspetti risulta irrisolto. Gli altri giudici e personaggi sovrumani che appaiono a volte negli episodi sono solo abbozzati. Non si sa nulla di questo mondo-limbo sospeso nello spazio tempo e non viene spiegato niente nemmeno sui suoi abitanti, così poco approfonditi che fanno presagire la possibilità di una seconda serie per poter conoscerli meglio. Per quanto riguarda il lato tecnico è un anime ben fatto (Madhouse difficilmente toppa) con character design piacevoli ed animazioni molto buone. Io lo consiglio a tutti, certo, non è un anime maistream per le impegnative tematiche e il target di età è abbastanza alto. Se cercate l’azione e le sfide stile shonen non è l’anime per voi. Sono quasi totalmente assenti, pur essendoci delle partite di freccette, biliardo, carte e svariati altri giochi “da bar” e non, essi però non sono assolutamente il fulcro vero della vicenda, soppiantato dalle riflessioni esistenziali e dall’introspezione psicologica dei personaggi.


 

1 posto: Ronja, la figlia del brigante,

Episodi 26, Genere Avventura, Fantasy, Bambini, Sentimentale. 
Fansub consigliatoChokoreto Fansub — qui tutti gli episodi sub ita                                   

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Il vincitore del mio personale premio di anime rivelazione della stagione invernale va di diritto a Ronja la figlia del brigante. Devo confessare che, se non fosse stato un lavoro dello Studio Ghibli, sicuramente a causa del target molto basso di pubblico (è evidentemente un anime per bambini/ragazzi) stupidamente non lo avrei guardato. E infatti secondo me molte persone lo hanno snobbato catalogandolo subito come una serie troppo infantile per meritare. All’inizio confesso che anche io ho avuto delle difficoltà nel seguirlo, sia per la tecnica di CG usata, il cell-shading, una nuova tecnica di animazione che combina il 2D con il 3D, difficile da digerire per chi non ne è abituato, sia per la trama che mi sembrava troppo banale, buonista e poco avvincente. “Errore”. La mia fiducia cieca nello Studio Ghibli non è stata tradita, come ovviamente speravo, ed andando avanti, facendoci l’occhio con le animazioni, la trama evolve, ti sorprende, ti coinvolge, come anche i personaggi, tratteggiati sublimemente, ti prendono, ti spiazzano, li ami alla follia e poi altrettanto li odi!
Ronja la figlia del brigante è l’adattamento televisivo in ventisei episodi del romanzo fantasy Ronja. La figlia del brigante della scrittrice svedese Astrid Lindgren e si tratta della prima serie televisiva animata prodotta dallo Studio Ghibli. La storia è ambientata in un Medioevo immaginario in Europa. La notte in cui nasce Ronja un fulmine spacca letteralmente a metà il castello in cui vive la sua famiglia di briganti, i Mattis, dal nome di suo padre Mattis appunto. Il castello è circondato da una foresta popolata da pericolosi animali fiabeschi e per questo sia suo padre che sua madre Lovis hanno sempre impedito a Ronja di uscire di casa. Quando però la ragazza diventa grandicella, ottiene finalmente il permesso di andare da sola nella foresta: può così esplorare il magico mondo che circonda il castello e assaporare per la prima volta il gusto della libertà. Nel suo girovagare incontra casualmente un suo coetaneo Birk e gli salva la vita. Inizierà con lui una storia di profonda amicizia e poco importa se Birk si scoprirà poi essere il figlio del brigante Borka, il nemico numero uno del padre Mattis! La trama detta così indubbiamente ha molto di infantile e presenta infatti molte situazioni cariche di messaggi e valori per i più piccoli. Non mancheranno alcuni punti in cui sarà palese la diversità tra la mentalità nipponica nell’allevare i figli rispetto alla nostra: Ronja spesso si ritroverà da sola a giocare nella foresta (nessun adulto la accompagna mai) con tutti i pericoli che questo comporta essendo una foresta popolata da mostri come le terribili donne uccello, le Strigi, che tentano sempre di rapirla. Una caratteristica tipica dei prodotti “da bambini” è poi che spesso gli adulti vengono tratteggiati come delle macchiette (soprattutto l’assurdo padre di Ronja, Mattis) e appaiono molto meno saggi dei propri figli. Talmente ridicoli a volte nei comportamenti da sembrare loro i bambini, aspetto che piace sempre molto ad un pubblico di giovanissimi. Ma tolti alcuni di questi clichet Ronja è un anime godibilissimo da chiunque, anche dagli adulti soprattutto se hanno già dei figli. Forse uno dei suoi maggiori punti di forza sta proprio nella caratterizzazione fantastica dei personaggi: lo strano e sclerante padre, la mamma chioccia ma tosta, il nonno saggio e divertente, i briganti buffi e per niente temibili. Ci sono poi dei momenti di poesia in questo anime, di phatos e dei colpi di scena che non possono lasciare indifferenti. In un punto in particolare mi ha davvero coinvolto e fatto arrabbiare come non mi succedeva da tempo in un anime! E poi come non innamorarsi, se siete dei Ghibli-fan, degli spettacolari sfondi variopinti e suggestivi che fanno da contorno alle vicende: la vivissima foresta con tutti i suoi bizzarri abitanti e i suggestivi cambiamenti stagionali, (la vedremo sia nei colori della primavera che sotto un mantello di candida neve) il castello medioevale rappresentato magistralmente, con i suoi interni di legno, i particolari dell’arredamento, i freddi sotterranei, la torre. Poi i fantasiosi abiti dei briganti, il cibo perfettamente descritto, le suppellettili da cucina, gli oggetti che vengono usati; insomma qualsiasi elemento rappresentato è fatto da Dio…o alla Ghibli se preferite! Il finale poi, senza spoilerare, mi ha fatto piangere più di altri anime piagnucolosi che invece mi hanno infastidito (Shigatsu wa kimi no uso in primis). Questa serie per me si è rivelata un piccolo capolavoro da ogni punto di vista e la consiglio a chiunque. A dei bambini sicuramente (Peppa Pig, come dice Mattis, vai in malora!) ma anche ai più grandicelli, soprattutto se estimatori dei capolavori Ghibli. Spero vivamente che venga acquisita in Italia e doppiata; non amo i doppiaggi ma per i bambini sono necessari dato che è difficile per loro leggere i sottotitoli, per alcuni impossibile se non sanno ancora leggere. Vorrei davvero con tutto il cuore che i bimbi italiani potessero vedere Ronja, davvero davvero tanto… <3


Ok, questi sono i miei anime consigliati della passata stagione invernale ’15. Vanno in base ai miei gusti personali e quindi sicuramente alcuni titoli, anche andati bene come gradimento durante la stagione, non compaiono neanche in questa classifica. Altri magari per molti non saranno alla posizione giusta ma tant’è. Non vogliatemene, de gustibus! 😉

Anime consigliati della passata stagione invernale ’15. 

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