20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Molto spesso le persone mi chiedono dei consigli di visione con questa specifica frase: “mi consigli dei film d’animazione tipo Studio Ghibli che ormai quelli li ho già visti tutti?”
Eggia’. Il problema è che pur essendo comunque tanti i film diretti da Hayao Miyazaki, Isao Takahata e le nuove leve di registi dello Studio Ghibli, alla fine inesorabilmente finiscono e si rimane a bocca asciutta. Allora si tentano nuovi lidi, sempre consci del fatto che Ghibli non si batte ne ora ne mai. Ma la voglia di continuare a sognare davanti ad uno schermo non passa.

E allora ecco un elenco di 20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere secondo me: titoli che possono avvicinarsi, e sottolineo avvicinarsi, ad uno stile che è inimitabile e che comunque possono essere visti anche per avere una idea giustamente più ampia sul genere cinema d’animazione giapponese. Buona visione, Ghibli fan e non solo! XD


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

(ordine cronologico)


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Una Notte sul Treno della Via Lattea, 1985

Se prendiamo ad esempio film Ghibli come “Il Castello Errante di Howl” o “Arrietty“, possiamo ben capire come si fa a prendere ispirazione da famose opere letterarie, in questo caso occidentali (Il Castello Errante di Howl romanzo originale e Sotto il Pavimento romanzo originale) e a trasporle in animazione grazie ad un tocco inconfondibile.

Sugii Gisaburou nel 1985 prende il romanzo Una Notte sul Treno della Via Lattea” di Kenji Miyazawa, molto famoso in Giappone, e lo trasforma in film d’animazione (introvabile ahimè)Ma tra tutta la fantasia e lo stile che Gisaburou ha messo nel film, una cosa spicca sopra tutto: i personaggi lui li ha immaginati felini come in La ricompensa del gatto di Studio Ghibli che però essendo del 2002 viene molto dopo questa pellicola e forse ne è ispirato. Ma le similitudini sono anche molte altre, come ad esempio il ritmo a volte altalenante della narrazione, come in molti film Ghibli, e che non ci sono grandi cattivi o conflitti. Lo scopo è il viaggio, non la destinazione e gli spettatori devono solo goderselo come l’eroe della storia e nel mentre imparare le verità della vita.

TRAMA: il protagonista è Giovanni, un ragazzo-gatto che viene sviato dal suo intento di andare a comprare del latte per la mamma malata. Si ritrova così a bordo di un treno che viaggia attraverso uno spazio-tempo magico. Da qui in avanti la storia, partita da un incipit realistico, prende una piega surreale (fedele al libro), con Giovanni che viaggia da una fermata all’altra vedendo luoghi bizzarri e incontrando strani personaggi.

Trovate il romanzo Una Notte sul Treno della Via Lattea (il film è introvabile) QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Akira, 1988

Qui ovviamente non ci sono similitudini di trama con lo stile Ghibli, essendo Akira un film animato per adulti e assolutamente non adatto ai bambini. Comunque delle cose che lo accomunano con lo Studio Ghibli ci sono. Innanzitutto il fatto di essere considerato anch’esso un caposaldo indiscusso dell’animazione giapponese nel resto del mondo come molti lavori di Miyazaki. Ma soprattutto il fatto di essere stato disegnato totalmente e maniacalmente a mano (come tutti i film Ghibli) con un lavorone che ha avuto bisogno di un dispiego di forze non indifferente.

Inoltre il suo regista è un altro guru dell’animazione Giapponese paragonabile ad Hayao Miyazaki per prestigio e genialità: Katsuhiro Otomo. Anche lui come Miyazaki è partito dal cartaceo, infatti Akira nasce come manga, bellissimo e più completo del film, come nel caso di Nausicaa della Valle del vento in versione manga. Solo successivamente è diventato uno dei classiconi irrinunciabili dell’animazione giapponese di tutti i tempi. Il film animato che ha fatto conoscere a livello mondiale un genere per adulti a tutti quelli che associavano i “cartoni animati” all’infanzia.

TRAMA: Dopo la terza guerra mondiale, nel 2019 l’intera città di Neo Tokyo è preda del caos: in questa città numerose bande di giovani motociclisti si sfidano tra gli aggrovigliati palazzi metropolitani in corse e sfide spesso all’ultimo sangue. Kaneda è il leader indiscusso di una delle bande di motociclisti composta da Kaisuke, Yamagata e Tetsuo. Quest’ultimo, il più giovane, prova un grande rispetto per Kaneda ma anche invidia nei suoi confronti, risentendo del fatto di non avere le stesse capacità del suo idolo e di essere costretto ad avere sempre un ruolo di secondo piano, cosa che lo porta anche a subire alcune prese in giro dagli altri.

Trovate il film Akira in Bluray QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Rail of the Star: A True Story of Children, 1993

Basato su una storia vera, questo film, che in Italia non è mai arrivato (esiste solo la versione inglese), ci presenta ancora una volta un punto di vista inedito delle svariate circostanze che videro il Giappone protagonista nella Seconda guerra mondiale. In questo caso il focus è sulle vicende dell’occupazione nipponica della Corea del Nord.

Considerando evidentemente di cattivo gusto però trattare se stessi, gli aggressori, come vittime quando i colonizzati coreani ritornano al potere, Rail of the Star si concentra principalmente sul dramma dei bambini in tempo di guerra, senza trattare la vicenda dal punto di vista politico. Come Seita e Setsuko in Una Tomba per le Lucciole, la protagonista Chitose e i suoi amici sono le vittime innocenti della pazzia della guerra ancora una volta.

TRAMA: La piccola Chitose è cresciuta in una Corea del Nord occupata dal Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale affrontando molte difficoltà e sacrifici. Le cose però alla fine della guerra peggiorano ulteriormente quando i coreani alleati con i comunisti cinesi tentano di buttare fuori i Giapponesi rimasti in Corea.

Trovate il film Rail of the Star (edizione inglese) QUI


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Melanzane – Estate Andalusa, 2003

Il genere sportivo, detto Spokon (letteralmente tenacia sportiva) in Giappone è uno dei più prolifici e ricchi di trame fantastiche del panorama manga e anime. Stranamente lo Studio Ghibli non ha mai toccato questo argomento direttamente nelle sue pellicole. Ancora perlomeno. Questo film dal titolo alquanto strano, Melanzane – Estate Andalusa (introvabile nella versione Italiana di Shin Vision), non fa intuire affatto l’argomento ciclismo, ed è probabilmente l’esempio più riuscito di come potrebbe essere uno Spokon realizzato dallo Studio Ghibli.

Ha uno staff ghiblissimo dato che comprende Kitarō Kōsaka, lo stesso supervisore all’animazione di film del calibro di Principessa Mononoke e La Città Incantata. Anche il lato del character design risente molto dello stile Ghibli dato che le facce e le espressioni che troviamo in questo film sono davvero molto simili ai tipici personaggi di Miyazaki!

TRAMA: Pepe è un ciclista sfortunato. Ha un passato in un team di ciclisti professionisti ma ormai è diventato solo un gregario. Inoltre la gara a cui partecipa passerà casualmente attraverso la sua città natale in Andalusia, proprio il giorno in cui suo fratello sposa la sua ex fidanzata! Quando le cose sembra che ormai non potrebbero andar peggio per il povero ciclista, invece lo fanno! Pepe sente i suoi sponsor discutere del suo prossimo licenziamento a causa della sua mediocrità. L’accumularsi di tutto ciò fa scattare qualcosa in lui e per rivalsa ad un certo punto decide che ora deve vincerla la gara!

Trovate il film Melanzane – Estate Andalusa (edizione francese) QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Tokyo Godfathers, 2003

Se Satoshi Kon non fosse morto così prematuramente avrebbe dato del filo da torcere a Miyazaki in fatto di miglior regista di animazione giapponese di tutti i tempi. Certo, gli stili e le idee dei due sono completamente diversi e Kon è molto più “cinematografico” nel senso più americano del termine. Direi però che il secondo posto per importanza nel panorama dei registi d’animazione giapponesi più apprezzati nel mondo ancora, anche a distanza di anni dalla sua morte, non glielo toglie nessuno. Tutti i suoi film sono memorabili: da Perfect Blue a Paprika a Tokyo Godfathers appunto, fino ad una delle serie anime più spettacolare che io abbia mai visto, l’incredibile Paranoia Agent!

I suoi lavori sono sempre ben bilanciati, puntano meno sull’impatto visivo rispetto a quelli Ghibli ma curano molto i personaggi e la loro psicologia in modo realistico. Le sue trame poi sono sempre molto ben intrecciate e supportate da un buon ritmo e inaspettati colpi di scena che tengono sempre viva l’attenzione dello spettatore. In questo ritengo Satoshi Kon un regista “internazionale” che fa un tipo di cinema molto diverso da quello tipicamente giapponese, che spesso ha lo svantaggio di essere troppo introspettivo e lento nella narrazione.

TRAMA: Tre senzatetto trovano per caso una bambina la vigilia di Natale, abbandonata in mezzo all’immondizia. Mentre Hana, un travestito omosessuale impoveritosi dopo aver lasciato il lavoro, vuole tenerla poiché la ritiene un regalo divino, Gin, un alcolizzato datosi al vagabondaggio, e Miyuki, una ragazzina scappata di casa, vorrebbero portare la neonata subito alla polizia. Alla fine convincono Hana a tenerla soltanto per quella notte, ma al risveglio, il giorno dopo, scoprono che questa ha lasciato il loro rifugio di fortuna. Dopo averla ritrovata, insieme tentano di riportare la bambina direttamente ai suoi genitori, seguendo delle tracce che spesso li portano fuori strada. Nel corso della settimana tra la notte di Natale e Capodanno i tre avranno varie avventure, entrando in contatto con la variegata umanità della metropoli di Tokyo sulle tracce del proprio passato e delle rispettive storie personali.

Trovate il film Tokyo Godfathers in Dvd QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Nitaboh, 2004

Uno dei meriti del grande successo dei film Ghibli va senza dubbio anche al comparto musicale delle memorabili colonne sonore del geniale compositore Joe Hisaishi. Ma non solo, alcune volte lo Studio ha attinto anche a brani pop come nel caso di Country Roads di Jon Denver nel film I Sospiri del mio Cuore e più recentemente il brano di Cécile Corbel in Arrietty e di Priscilla Ahn in Quando c’era Marnie. L’argomento principale di questo film Nitaboh (inedito in Italia, ne ho trovata solo una versione francese) come forse si è intuito è proprio la musica. Infatti protagonista è un musicista leggendario che suona lo Shamisen (una sorta di liuto a tre corde tipicamente giapponese che si vede spesso suonare alle Geisha o nel teatro Kabuki), totalmente da autodidatta.

TRAMA: Accecato in gioventù, Nitarou fa pratica costante fin dalla nascita del suo stile “Tsugaru” nel suonare lo Shamisen. Questo stile è molto aggressivo e veloce e contrasta enormemente con il modo lento e metodico di suonare questo strumento in modo tradizionale. Nitarou con questo stile innovativo si guadagna molti fan ma anche molti nemici all’interno del rigido establishment dello Shamisen Giapponese.

Trovate il film Nitaboh (edizione francese) QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

La ragazza che saltava nel tempo, 2006

Questo film tratto da un romanzo omonimo del 1967 di Yasutaka Tsutsui, prende una normale studentessa giapponese delle superiori e le appioppa un potere atipico: quello dei viaggi temporali. Infatti il film parte come un milione di altri da una ambientazione scolastica standard ma poi ha un colpo di scena che spiazza letteralmente e che fa deviare la trama verso un livello molto più surreale, a tratti psichedelico, di quanto ci si potrebbe aspettare.

Non dimentichiamo che il regista è Mamoru Hosoda alla sua prima prova dopo aver lavorato allo Studio Ghibli nel Castello Errante di Howl ed aver inevitabilmente assorbito molto di quello stile. Infatti il punto forte di questo film è che riesce a fondere i due stili distinti che fanno parte del Ghibli: realtà e fantasia. La ragazza che saltava nel tempo ha il realismo di uno slice of life alla Isao Takahata stile Pioggia di Ricordi mixato al surrealismo fantastico di un Hayao Miyazaki d’annata. Inoltre con la poetica di Miyazaki condivide l’importanza dell’eroina femminile forte ed indipendente che in caso di difficoltà si deve sistemare le cose da sola senza aspettare nessun salvatore!

TRAMA: In un primo momento, quando la ragazza protagonista, Makoto si rende conto di avere acquisito un potere che le permette dei viaggi indietro nel tempo, lo sfrutta come farebbe chiunque: per trarne un vantaggio personale. Lo usa per migliorare i voti a scuola, per evitare incidenti ed inconvenienti, per far durare una uscita con gli amici al karaoke di un’ora addirittura 10 ore filate! Ma quando le cose si complicano a causa dei continui sconvolgimenti cronologici ed entrano in ballo i sentimenti delle persone con realativi ferimenti, Makoto comincia a pentirsi del suo egoismo e finalmente capisce come da un grande potere derivano sempre grandi responsabilità. Riuscirà in qualche modo a mettere a posto i danni che ha provocato?

Trovate il film La ragazza che saltava nel tempo in Bluray QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Paprika – Sognando un Sogno, 2006

Basato sul romanzo del 1993 di Yasutaka Tsutsui, Paprika, Sognando un Sogno, del compianto e geniale Satoshi Kon, ha anch’esso come punto di forza la diatriba tra realtà e fantasia, tipica dei lavori Ghibli. Satoshi Kon poi, se haimè non fosse morto così prematuramente, sicuramente ad oggi si contenderebbe sicuramente lo scettro di guru dell’animazione con Miya-san!

Chissà quali altri capolavori avrebbe sfornato la sua fervida mente…una perdita enorme davvero. Uno così, con uno stile cinematografico così netto e delle idee geniali ed innovative per le storie, ne nasce davvero uno su un miliardo. Inoltre questo film si dice sia una delle principali fonti d’ispirazione per il film Inception di Christopher Nolan del 2010 ed effettivamente i due film hanno molto in comune.

TRAMA: In un futuro non troppo lontano, un’invenzione nota come DC Mini permette agli psicoanalisti di immergersi nei sogni, e quindi nel subconscio dei propri pazienti in modo da conoscere e curare stati alterati e problematiche nascoste dell’io. La dottoressa Atsuko Chiba, sotto lo pseudonimo di Paprika, comincia ad utilizzare questa procedura anche al di fuori della struttura ospedaliera in cui è capo della ricerca, sempre con il fine di aiutare le persone traumatizzate da eventi passati. Quando il dispositivo entra però in mani sbagliate si scatena l’inferno. 

Trovate il film Paprika, Sognando un Sogno in Bluray QUI

 


20 film non Studio Ghibli che un Ghibli fan deve vedere

Sword of the Stranger, 2007 

Di primo acchito Sword of the Stranger sembra avere la solita trama trita e ritrita: protagonisti un ragazzino inseguito dai cattivi e l’eroe della situazione, in questo caso un ronin, (samurai senza padrone) fortissimo ma gentile e dal passato oscuro, che lo aiuta. Ma la storia e i personaggi sono talmente ben fatti che il film a mio parere si distingue nettamente dalla massa di questo genere. Sarà che il protagonista mi ricorda moltissimo Kenshin nella spettacolare serie Kenshin Samurai Vagabondo – Memorie del passato: stesso atteggiamento distaccato iniziale e stessa volontà di redimersi dagli errori commessi nel passato. Sarà per il lato grafico che a mio parere è davvero notevole, bellissimi gli sfondi pittorici molto Ghibliani, e gli scorci di un Giappone medioevale immerso nella stagione fredda. Sarà per le animazioni spettacolari dei combattimenti e per l’uso sapiente e non invasivo della CG (altro punto in comune con lo Studio Ghibli).

Insomma è un film da vedere sotto moltissimi punti di vista pur non essendo strafamoso come meriterebbe. Magari non è indirizzato ad un pubblico molto giovane perchè, per forza di cose, dove ci sono dei samurai dotati di spade affilate c’e’ sempre sangue che zampilla e membra tagliuzzate che volano, anche se comunque non è mai esagerato e disturbante. Menzione d’onore va anche alla colonna sonora di Naoki Sato, le cui note maestose danno un doveroso senso di epicità ai duelli spettacolari che si consumano.

TRAMA: Il giovane orfano Kotaro lascia il monastero in cui viveva per fuggire da un gruppo di assassini che lo vogliono uccidere; comincia così a vivere da vagabondo per le campagne giapponesi col suo cagnolino fantastico Tobimaru. Un giorno quando si rifugia in un tempio abbandonato incontra un samurai, Nanashi, (che vuol dire senza nome) che ha fatto il voto di non usare mai più la sua spada. Diventerà una sorta di guardia del corpo per Kotaro che lo assolda diventando il suo padrone, promettendo di pagarlo con uno strano oggetto, solo se riuscirà a ritornare al suo monastero sano e salvo.

Trovate il film Sword of the Stranger in Bluray QUI

 


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Un’estate con Coo, 2007

In “Il mio vicino Totoro,” le sorelline Mei e Satsuki incontrano Totoro, un misterioso spirito del bosco. Grazie al fatto che si sono trasferite in una casa di campagna solitaria e grazie all’incapacità degli adulti di vedere il loro nuovo amico, questo incontro sovrannaturale che potrebbe essere considerato pericoloso per due bambine, porta conforto invece di conflitto. Cosa che invece non succede in questo film.

In “Un’estate con Coo“, ispirato al folklore nipponico dei Kappa (creature anfibie della mitologia giapponese), la storia ruota attorno all’amicizia tra un bambino e questa creaturina che riporta in vita. A differenza di Totoro però, tutti possono vedere il piccolo kappa e cominciano i guai. La trama può ricordare anche Ponyo sulla Scogliera, ennesima variazione sul tema ma Coo ha un approccio decisamente meno “leggero” della pesciolina ghibliana. Ha uno stile molto più drammatico, presentandosi quasi come un cammino interiore di Koichi (il bambino) e di Coo, che a vicenda segneranno la vita l’uno dell’altro. La tematica naturalistica, molto cara al Ghibli, non può certo mancare dato che il piccolo kappa dalla sua natura selvaggia si ritrova catapultato all’improvviso in una moderna città giapponese.

TRAMA: Koichi Uehara, tornando a casa da scuola, trova nei pressi di un fiume uno strano sasso con il fossile di una specie di tartaruga. Tornato a casa, decide di lavarlo, ma mettendolo sotto l’ acqua il fossile riprende vita, e Koichi scopre di aver trovato un piccolo di kappa caduto in letargo dopo essere sprofondato nella terra in seguito ad un terremoto nell’era Edo (XVII-XIX sec.). Essendo il kappa indebolito e disperso, la famiglia deciderà di adottarlo e crescerlo, dandogli il nome di Coo. Così il piccolo Coo entrerà in contatto con la tanto temuta società umana, scoprendone luci e ombre.

Trovate il film Un’estate con Coo in Dvd QUI

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