10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

Si vedono sempre moltissime notizie relative al sensei Miyazaki e non solo nei siti di cinema e animazione, anche in molti altri e non specializzati. Ritiro dal lavoro si o no,papabili eredi, Studio Ghibli e suo futuro, l’Edizione da Collezione di tutti i film suoi e dello Studio Ghibli, progetti post pensionamento o addirittura un nuovo lungometraggio! Ma anche sue idee generali su fatti di cronaca e sul mondo, guerra, pacifismo, ambiente, sociologia, insomma sui più svariati argomenti, tengono spesso e volentieri banco sul web.

Questo è solo un sunto di alcune curiosità sul sensei, 10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo ma ce ne sarebbero probabilmente molte di più; se poi si tirassero in ballo anche le particolarità relative ai suoi film e allo Studio Ghibli probabilmente non ne basterebbero neanche 100!


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

1 – Gli aerei, destino e passione

Sono infiniti i punti di contatto che legano il disegnatore di aeroplani reali Jiro Horikoshi, protagonista del suo ultimo (speriamo solo cronologicamente..) film  Si Alza Il Vento al disegnatore di aeroplani fantastici Hayao Miyazaki. I modellini che si vedono in molti suoi film come il Mehve, l’aliante di Nausicaä della Valle del vento , il Folgore, l’idrovolante di Porco Rosso, gli strani velivoli in Laputa e in Conan o quelli ne Il Castello Errante Di Howl, sono tutti provenienti da disegni e progetti inventati totalmente da lui.

Infatti fin da piccolo ha sempre avuto confidenza con le macchine volanti dato che il padre era un ingegnere aeronautico: in società assieme a suo zio, la Miyazaki Airplane costruiva i timoni degli aeroplani progettati dallo stesso Jiro Horikoshi tra i quali anche i famosi e temutissimi caccia Zero (Mitsubishi A6M usati poi come kamikaze prima della fine del conflitto), fulcro della trama di Si alza il vento.

Il lavoro del padre e l’azienda di famiglia contribuirono alla grande passione che Miyazaki sviluppò fin da piccolo per il volo e per gli aereplani tanto che diventarono, come tutti ben sappiamo, uno degli elementi più ricorrenti nei suoi film.


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

2 – E’ giapponese ma fuma come un turco

L’ultima pellicola di Hayao Miyazaki è stata segnalata dalla Japan Society for Tobacco Control (JSTC) perché accusata di promuovere il fumo tra i giovani giapponesi. In una dichiarazione, la società sostiene che “la rappresentazione del fumo in Si Alza Il Vento infrange un trattato internazionale della World Health Organization, e promuove il fumo tra i minorenni”.

Per tutto il film infatti il protagonista Jiro Horikoshi ma anche altri personaggi, fumano continuamente, cosa normale e meno malvista in quel periodo storico attorno al 1923. Questa società anti tabacco punta il dito in particolare su una scena in cui il protagonista adolescente, fuma pur essendo sotto l’età legale (20 anni in Giappone).
Lo stesso Miyazaki è un gran fumatore, (arriva anche a 30 sigarette al giorno a 75 anni!), in particolare è molto legato al marchio Cherry che fumava da giovane, le stesse che fuma il suo alter ego Jiro Horikoshi nel film.

Nella foto che ho messo sopra si vede la loro somiglianza anche nel gesto di portare la sigaretta alla bocca, oltre che la stessa miopia che ha precluso ad entrambi la carriera di pilota d’aerei! Oggi queste sigarette non sono più in produzione e la loro propaganda nel film potrebbe suggerire la speranza da parte del sensei che vengano rimesse un giorno sul mercato. Come se non bastasse il regista ha anche donato sigarette a una città dopo il terremoto del Tohoku del 2011 e il relativo tsunami, pensa te!


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

3 – Niente tagli cari americani

La versione in lingua inglese di Nausicaä della Valle del vento (1984), nel momento in cui stava per essere acquisita negli States, prevedeva pesantissimi tagli e stravolgimenti: una riduzione di 30 minuti, il cambio dei nomi dei personaggi e temi edulcorati per un pubblico di bambini. Miyazaki ne rimase così sconvolto che si rifiutò di concederne i diritti se non si fosse eseguita una giusta traduzione dei dialoghi giapponesi e se fossero state rimosse delle scene.

Come se non fosse abbastanza già il fastidio che provava a priori per l’America a causa delle guerre e dell’atomica in primis! Lo stesso accadde per l’uscita, sempre negli USA, di Principessa Mononoke: Miramax tentò di tagliare e modificare il film e stavolta la risposta ancora più eloquente di Miyazaki e lo Studio Ghibli tutto, fu l’invio alla casa di produzione americana di una vera spada katana con allegato il messaggio “senza tagli”! Grandiosi!


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

4 – Niente premiazione cari americani

Rimanendo in tema antipatia di Miyazaki per l’America, che lui stesso candidamente non nasconde, quando nel 2003 vinse l’Oscar come miglior film d’animazione con La Città Incantata (Spirited Away), non partecipò personalmente alla premiazione, anche se la statuetta la accettò comunque. Vi siete mai chiesti il perchè di questo rifiuto?

Diplomaticamente non credo che sia stato spiegato in maniera plateale ai tempi. Anni dopo quella assenza è stata da lui stesso giustificata con queste precise parole: “Non volevo visitare un paese che stava bombardando l’Iraq“. Non fa una piega!

Quello qui sopra nella foto infatti non è l’Oscar del 2003 ma quello alla carriera ricevuto nel 2015 quando ormai i rapporti con lo Zio Sam sembrano migliorati molto! 


10 cose su Hayao Miyazaki che forse non sappiamo

5 – Il “Disney del Giappone” odia questo soprannome

Miyazaki è spesso etichettato, soprattutto all’estero, come il Walt Disney giapponese. Viene fatto ovviamente in maniera positiva, per riconoscere il suo indiscusso valore di fronte al più grande rappresentante mondiale del suo settore artistico.

Lui però non ama assolutamente essere definito così e dopo i punti precedenti qui sopra non credo che ci sia bisogno di spiegare il perchè! L’America certamente non è il suo paese preferito, che invece è indubbiamente l’Italia, come si evince da molti suoi lavori! Ma forse, a parte gli scherzi, c’è di mezzo anche la proverbiale umiltà, tipica di ogni Giapponese con la G maiuscola, soprattutto quando si viene paragonati ad altri e questo altro è un tale che si chiama Walt Disney!

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